Un nuovo modo di essere donne anziane

Le donne anziane faticano a trovare modelli cui ispirarsi e quelli di una volta sono decisamente superati. Oggi a diventare anziane sono donne che hanno svolto una formazione ed esercitato o tuttora esercitano una professione, donne che sanno come vogliono essere, cosa vogliono fare, che affrontano la vecchiaia con le rughe e la ragione, e vogliono anche essere ascoltate, soprattutto riguardo a ciò che le concerne in prima persona. Amano unire le forze e mettersi in rete con altre donne della loro età per sostenersi a vicenda e intraprendere un percorso insieme. Rivolgono uno sguardo attento anche alla nuova generazione sperando per lei in un mondo un po’ migliore. Il Movimento AvaEva è per loro uno spazio di riflessione e condivisione. di Romana Camani-Pedrina

In quanto associazione autonoma AvaEva esiste da sei mesi, ma le sue radici sono più profonde. Il movimento si è creato nel 2013 quale sorella della GrossmütterRevolution svizzero-tedesca, un progetto del Percento culturale Migros. Nei primi quattro anni questo fatto ha reso possibile e agevolato molte cose. Col tempo, complice soprattutto il desiderio di soddisfare meglio le attese delle donne anziane della Svizzera italiana, AvaEva si è data in parte altre priorità, sviluppando anche un altro modo di procedere. Questo ha favorito la costituzione di un’associazione indipendente, che al momento continua a essere sostenuta dal Percento culturale Migros.

Oggi AvaEva conta oltre un centinaio di socie, un fatto sorprendente in così poco tempo. La forte risonanza conferma che AvaEva risponde ad attese che risultavano insoddisfatte. L’odierna generazione di donne anziane ha un grande bisogno di mettersi in rete e di scambiarsi, non da ultimo per perseguire obiettivi comuni.

Nel vasto pubblico AvaEva è percepita principalmente attraverso le sue due manifestazioni annuali. In ottobre si tiene il convegno d’una giornata. L’ultimo aveva per tema il “Reinventarsi nell’anzianità”, con un’attenzione a tutti i piccoli e grandi adeguamenti che la vita richiede da ognuna di noi soprattutto da vecchie: adeguamenti che non si lasciano gestire senza una buona dose di creatività. Una creatività alla quale ci possono invitare le molte grandi artiste che da anziane o grandi anziane hanno vissuto una fase particolarmente feconda del loro operare. In primavera si tiene invece la Tavola rotonda di AvaEva, un pomeriggio di discussione su uno o più progetti e i loro temi centrali o il loro ulteriore sviluppo.

Il lavoro in profondità AvaEva lo fa piuttosto attraverso i suoi progetti. Nel frattempo se ne sono creati diversi. Possono essere circoli di scambio e discussione oppure anche degli ateliers o un gruppo escursionistico. Inizialmente sono stati avviati da donne attive in seno al comitato, ma ora vengono lanciati anche da altre donne. AvaEva si prefigge infatti di fungere da piattaforma che aiuta le donne anziane a pubblicizzare la loro idea a un pubblico femminile più vasto fra il quale esse possano in seguito trovare nuove interessate per realizzarla.

I progetti di AvaEva spaziano su un ampio ventaglio di possibilità. In tutti i casi si tratta di facilitare lo scambio di conoscenze e competenze fra le donne, con lo scopo di permetter loro di vivere meglio questa fase della vita.

Il primo progetto nato è il Caffè narrativo che si tiene in tedesco ad Ascona. I temi, legati alle esperienze del passato rispetto alla vita di oggi, suscitano sempre vivaci discussioni. Altri progetti si occupano di questioni rilevanti nella società, come abitare nell’anzianità, vivere da sole nell’anzianità, i diritti e doveri dei nonni e dei nipoti, la previdenza vecchiaia (si è ad esempio organizzato un dibattito pubblico in occasione della votazione sulla previdenza vecchiaia del settembre 2017). La natura è il tema di due progetti: uno organizza pomeriggi alla scoperta della natura per nonne e nipoti e vorrebbe anche avviare un monitoraggio della diversità biologica a livello locale; l’altro propone facili escursioni guidate alla scoperta della natura e cultura locale, non da ultimo con la speranza che partecipanti, che siano nonne o no, trasmettano le conoscenze acquisite alla nuova generazione. Tre progetti pongono invece la donna anziana e il femminile al centro dell’attenzione. Uno ha concluso la prima fase con una pubblicazione che riassume il tenore dei colloqui (www.avaeva.ch/site/index.php/homepage/documenti-ava-eva/pubblicazioni/pubblicazioni-avaeva/20-le-donne-di-avaeva-di-raccontano) sui temi appartenenza, autostima, corpo e salute, amicizie, questioni economiche nell’anzianità. Il gruppo ha ora cambiato indirizzo e analizza che cosa rimane oggi dei valori cari alle femministe degli anni 1970 cercando di coinvolgere le giovani in uno scambio intergenerazionale. Lo scambio intergenerazionale si realizza anche grazie a interventi nelle scuole superiori, ad esempio nell’ambito delle giornate autogestite. Un altro progetto prende lo spunto da un film o una fiaba per riflettere sulle varie tappe che segnano la vita della donna. Un altro ancora cerca di avvicinarsi attraverso il disegno e la pittura a un linguaggio simbolico femminile dalle radici antiche. La creatività fa capolino anche nell’atelier bilingue in cui le donne si scambiano sui loro progetti individuali di scrittura. Infine, anche l’arte di vivere e l’arte di morire sono oggetto di incontri che permettono di avvicinarsi a un tema tabù e forse anche di riconciliarsi un po’ con l’idea della morte.

Tutte le manifestazioni e i progetti di AvaEva hanno una cosa in comune: è l’atmosfera spesso gioiosa che viene a crearsi durante gli incontri fra queste donne anziane che possono permettersi di essere semplicemente come sono, che non hanno più bisogno di apparire, e che possono aprirsi spontaneamente all’altra. Ne nasce una vivacità carica di energia che, si spera, possa poi essere trasposta nella quotidianità.

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