Per un’uscita femminista dalla crisi Covid!

La pandemia ha accentuato le disuguaglianze sociali, economiche e di genere. La crisi che stiamo vivendo dimostra il fallimento dell’attuale sistema economico e politico, un sistema capriccioso, sessista e razzista, dove lo sfruttamento è ormai la norma. Se lo Stato svizzero vuole salvare ancora una volta questo sistema fallimentare. Noi diciamo di no! Ciò che dovrebbe contare oggi non è più il profitto dell’1% della popolazione, ma il benessere del 99%!

Per avviare una discussione all’interno dei collettivi femministi e nutrire il dibattito pubblico sull’uscita dalla crisi, il “Coordinamento per lo sciopero femminista e delle donne” della Svizzera romanda ha formulato quattordici rivendicazioni sulla base di quelle presentate l'anno scorso nel Manifesto per uno sciopero femminista.

In particolare, il Coordinamento chiede che la Confederazione investa nei servizi pubblici, nell'assistenza sanitaria, nell'istruzione e nell'accudimento di bambini e anziani un importo equivalente ai 60 miliardi investiti per risanare le economie private. Richiede inoltre che l'intera catena sanitaria -dalla produzione di attrezzature e medicinali alla gestione dei servizi sanitari– diventi un servizio pubblico e che non sia quindi più assoggetta alla logica del profitto.

Nel loro testo le attiviste femministe chiedono anche la valorizzazione delle donne (il loro lavoro è indispensabile per la vita), il ripristino della legge sul lavoro nel settore ospedaliero Covid 19, il rifiuto dell'innalzamento dell'età della pensione per le donne, un piano d'azione federale contro la violenza di genere e lo sviluppo della produzione e della distribuzione locale, solidale ed ecologica.

L’insieme delle rivendicazioni è disponibile su: www.ssp-vpod.ch

Da “Services publics”, traduzione Lorena Gianolli

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