Docenti per lo sciopero del clima

In Ticino un gruppo di docenti di diversi ordini scolastici, membri del gruppo Genitori per il clima (Enable JavaScript to view protected content.), lo scorso 3 novembre ha scritto alle direzioni e alle/ai docenti per preparare lo sciopero del clima dello scorso 29 novembre e creare una rete di docenti presenti in ogni sede. È interessante riportare alcuni estratti della loro lettera per capire cosa si sta preparando nella scuola ticinese.

La serietà dei giovani scioperanti
Gli scioperi scolastici del venerdì (tre quelli finora attuati in Ticino) sono solo la punta dell’iceberg delle tante attività ed iniziative scaturite dalla loro dedizione a questa causa: sit-in in diverse località, giornate dedicate alla riduzione degli imballaggi nei negozi, presenza a diversi Consigli Comunali, lettere e contatti con le autorità comunali e cantonali e organizzazione di dibattiti pre-elettorali. Questo impegno costante a nostro avviso li scagiona pienamente dall’accusa piuttosto diffusa di “bigiare” i loro obblighi scolastici. Infatti gli scioperi sono l’unica loro opportunità di protestare in maniera visibile e pacifica tramite la disubbidienza civile. I/le giovani hanno saputo organizzarsi in maniera completamente autogestita in una struttura apartitica, democraticamente ineccepibile, aperta, inclusiva e senza gerarchie. Educazione civica allo stato puro. Tutto questo al di fuori della scuola o purtroppo, talvolta, “malgrado la scuola” ed è qui che le nostre coscienze di docenti ci spingono a scrivervi. Pensiamo infatti che sia giunto il momento di non ignorare più questo movimento, ma al contrario di dargli spazio all’interno dei nostri istituti di tutti gli ordini scolastici.

Per un maggiore sostegno della scuola
Sarebbe interessante creare degli spazi per gli allievi dove possano informarsi sull’emergenza climatica, discutere assieme, decidere eventuali azioni o promozioni per sensibilizzare tutto l’istituto e proporre azioni concrete. I docenti, a seconda dell’ordine scolastico, possono proporre dei percorsi didattici su questo tema che permettano agli allievi di acquisire le conoscenze per comprendere il problema, di analizzare le conseguenze a livello ambientale, sociale ed economico a più livelli, di sviluppare alcune competenze previste nei piani di studio dei vari settori, come il pensiero critico e riflessivo, e di portare dei contributi alla crescita personale dell’allievo, per esempio nell’educazione alla cittadinanza. Crediamo inoltre che ci siano più spazi a disposizione per tale progetto al di fuori delle lezioni. Per esempio le settimane progetto, i progetti d’istituto, le assemblee degli studenti possono caratterizzare la linea di ogni istituto scolastico. Siamo sicuri che molto sia già stato fatto e che molti percorsi interessanti siano in corso, ma sarebbe ottimale poterli condividere e crearne di nuovi.

Alcune proposte concrete
Dare spazio nei plenum alla discussione su questo movimento e discutere un protocollo interno all’istituto, nel rispetto delle indicazioni del DECS, da attuare nelle giornate di sciopero; - tematizzare l’emergenza climatica all’interno delle varie discipline o in una specifica programmazione/spazio multidisciplinare; - promuovere ed incoraggiare il dibattito tra pari nelle Assemblee studentesche, nelle ore di classe, ecc; - incoraggiare e/o promuovere la creazione di albi informativi per informare le classi sulle attività del Movimento sciopero per il clima internazionale e su quelle del Coordinamento ticinese; - condividere documenti e materiale didattico tra docenti di tutti i livelli.

Immagine da flickr

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