Ora, con il rientro scolastico, va delineandosi una nuova stagione sindacale che si prospetta sin d’ora impegnativa e carica di ostacoli. Sullo sfondo delle misure di sgravio del Consiglio federale, progetto che il Sindacato VPOD sta avversando anche a livello nazionale, il Cantone si appresta infatti a presentare il Preventivo 2026. Seppure i dettagli del documento non siano ancora noti, l’orientamento perseguito negli ultimi anni e l’attuale clima politico lasciano presagire una prosecuzione della logica del freno al disavanzo e del contenimento della spesa pubblica: ecco riaffacciarsi, anche in vista del 2026, l’ormai nota ricetta del ‘‘meno Stato’’.
Gli effetti di questo indirizzo, portato avanti dalle maggioranze del Governo e del Parlamento, sono già purtroppo ben noti: peggioramento delle condizioni di lavoro, indebolimento del servizio pubblico ed erosione delle prestazioni. Non v’è quindi dubbio che, a pagare il prezzo maggiore di questa spirale, rischiano di essere soprattutto quei settori dove i crescenti bisogni si scontrano con i risparmi reiteratisi nel tempo. Se in questa tendenza si innesta l’attacco della destra neo-liberista capitanata dall’UDC, che mediante la sua iniziativa popolare intende ‘‘decimare’’ i dipendenti pubblici, l’esigenza di tenere alta la guardia appare oggi doverosa.
Cosciente rispetto alle sfide all’orizzonte e al più ampio fronte disposto ad affrontarle, il Sindacato VPOD è pronto a dare il suo convinto contributo. Anche nei mesi a venire andrà rafforzato un impegno sindacale profilato, partecipativo e propositivo, capace di salvaguardare i servizi pubblici nonché di rivendicarne un necessario rafforzamento. Contro le derive descritte occorrerà dunque battersi per rimettere la scuola, la sanità e la socialità al centro dell’agenda politica, al fine di promuovere i diritti fondamentali e il potere d’acquisto della cittadinanza.
In ogni caso, accanto al Preventivo 2026, i cantieri sindacali nei diversi settori certamente non mancano. Nell’immediato, appare cruciale l’iniziativa popolare per limitare i premi di cassa malati al 10% del reddito disponibile, in votazione il prossimo 28 settembre: una proposta urgente che, pur nell’ottica di una cassa malati unica e pubblica a livello federale, potrà dare respiro a molte famiglie e persone sempre più gravate dall’aumento di questa voce di spesa.
