Penitenziario in affanno: investimenti pubblici per tutelare personale e diritti

Da: Redazione

Il sistema penitenziario cantonale è confrontato con un sovraffollamento sempre più persistente e strutturale, che sta progressivamente erodendo le condizioni di lavoro del personale e i diritti delle persone detenute. L’attuale tasso di occupazione delle carceri, prossimo ormai al 110%, denota infatti un superamento della soglia di sostenibilità e impone una più decisa azione istituzionale nel settore.

Penitenziario in affanno: investimenti pubblici per tutelare personale e diritti

Risoluzione VPOD Penitenziario – Assemblea 26 febbraio 2026

Il Sindacato VPOD denuncia come questa pressione si traduca in turni gravosi, in uno stress lavorativo crescente e in carichi di lavoro sfiancanti, che incidono seriamente sulla salute e sulla sicurezza del personale. Nel contempo, le carenze d’organico e logistiche mettono a rischio le garanzie di detenzione e, con ciò, il diritto a scontare la pena in condizioni dignitose e all’effettivo reinserimento nella società.

In questo senso appare preoccupante ed emblematico anche il crescente tasso di malattia registrato tra il personale, che riflette a sua volta un contesto professionale viepiù pesante e insostenibile.

Queste criticità non sono tuttavia il frutto di una mera contingenza, ma di una politica di contenimento della spesa pubblica del Cantone, anticamera di mancati investimenti anche nelle strutture carcerarie. Ecco pertanto che le rinunce e i ritardi accumulati nel tempo, avendo lasciato infrastrutture ed effettivi sottodimensionati rispetto ai bisogni reali, emergono in un periodo emergenziale in tutta la loro gravità.

In tale contesto, il Sindacato VPOD tiene a ribadire come una risposta efficace e durevole al problema non possa passare dal ricorso a forme di esternalizzazione o di privatizzazione dei servizi: l’esecuzione della pena costituisce infatti un compito essenziale dello Stato, che deve rimanere in mano pubblica.

Alla luce di quanto sopra, il Sindacato VPOD esprime le seguenti rivendicazioni:

  • per rispondere all’emergenza, occorrono soluzioni urgenti di natura organizzativa, logistica e di rinforzo dell’organico volte ad alleviare la pressione sul personale e sulle persone detenute;

  • a livello più strutturale, vanno rilanciati investimenti coraggiosi del Cantone nelle infrastrutture e nella dotazione di personale, che garantiscano spazi ed effettivi all’altezza dei crescenti bisogni;

  • miglioramento delle condizioni di lavoro del personale, sempre più sotto pressione anche a causa di casistiche particolarmente complesse, dal profilo dei carichi di lavoro, della turnistica e di altre condizioni quadro (indennità, 40 ore, recupero supplementare in tempo libero pari al 10% del lavoro notturno e festivo, ecc.);

  • esclusione di nuovi programmi di privatizzazione dei servizi penitenziari, riaffermando la diretta responsabilità dello Stato nella gestione di questo importante e delicato settore.

Nel solco di quanto esposto, investimenti pubblici adeguati risultano fondamentali per salvaguardare le condizioni di lavoro e le garanzie di detenzione. Il Sindacato VPOD continuerà a sollecitare risorse per garantire durevolmente ed effettivamente servizi penitenziari appropriati, sicuri, dignitosi e sostenibili.