I principali beneficiari sarebbero i redditi alti e le persone facoltose, che pagherebbero meno tasse. Per la classe media, gli inquilini e la collettività, invece, questa proposta avrebbe conseguenze costose.
Infatti, se la Confederazione, i Cantoni e i Comuni perdessero ogni anno circa 2 miliardi di franchi di gettito fiscale, questi miliardi dovrebbero essere compensati in qualche modo. L'esperienza dimostra che saranno tutte le altre famiglie, e in particolare gli inquilini, a dover colmare queste lacune pagando più tasse.
Allo stesso tempo, il mercato immobiliare sarebbe spinto ancora di più verso il surriscaldamento. Già oggi l'accesso alla proprietà è difficile per le persone con redditi normali. Con l'abolizione dell'imposta sul valore locativo, i prezzi degli immobili continueranno a salire, allontanando ancora di più il sogno di acquistare una casa propria per la maggior parte della popolazione attiva. E quando i prezzi degli immobili salgono alle stelle, anche gli affitti finiscono per aumentare, per tutti.
Anche le nostre assicurazioni sociali ne risentirebbero: poiché le spese di manutenzione non potrebbero più essere dedotte fiscalmente, aumenterebbe l'incentivo al ricorso al lavoro nero. Ciò significherebbe meno lavoro per le aziende oneste e meno contributi alle assicurazioni sociali. L'AVS e altre assicurazioni sociali perderebbero centinaia di milioni di franchi.
Questa proposta è un regalo fiscale ai ricchi, finanziato dalla classe media. Rende gli alloggi ancora più costosi, indebolisce le nostre assicurazioni sociali e svantaggia la grande maggioranza della popolazione.
Per questo motivo l'Unione sindacale svizzera dice chiaramente: NO all'abolizione dell'imposta sugli immobili (imposta sul valore locativo)!
