Grazie a questo atto, accanto alla lotta contro il preventivo 2026, si mira a dar voce alla preoccupazione e opposizione sviluppatasi attorno ai tagli lineari che negli ultimi anni stanno duramente colpendo i settori fondamentali del nostro Stato: la sanità, il socioeducativo, la scuola e il servizio pubblico nel complesso.
La progressiva riduzione delle risorse, senza considerazione dei bisogni sociali e dei volumi di lavoro in aumento, sta infatti seriamente minando le condizioni di lavoro e la qualità delle cure in varie realtà (case anziani, scuola pubblica, foyer per disabili, centri educativi, assistenza e cura a domicilio, ospedali, Croce Rossa, ecc.).
Nella petizione si richiede in sostanza: la fine dei tagli lineari e generalizzati, accompagnata da un’azione che rimetta al centro le persone; un rilancio degli investimenti nei servizi essenziali; la difesa del potere d’acquisto del personale; la piena valorizzazione del partenariato sociale e della dignità del lavoro.
In linea generale, la petizione richiede a Governo e Parlamento l’eliminazione dei tagli nei servizi fondamentali e un’inversione di rotta del Cantone. La misura è infatti colma: non si può più accettare che il peso della crisi venga scaricato sulla popolazione più bisognosa e su chi garantisce cure, istruzione e sostegno.
La petizione sarà diffusa sui posti di lavoro e consegnata il 15 dicembre, giorno di apertura della seduta di Gran Consiglio dedicata alla discussione sul preventivo 2026. In quest’occasione, per dare seguito alle istanze del documento, i Sindacati OCST, VPOD e SIT preannunciano un grande presidio a Bellinzona.
Si ricorda che, per cominciare a discutere nello specifico del preventivo 2026 e delle ulteriori azioni a tutela dei servizi pubblici e del personale, i Sindacati hanno convocato il prossimo 22 ottobre alle ore 20.00 presso Inclusione Andicap a Giubiasco un’importante assemblea intersindacale e intersettoriale.
