La piazza si mobilita, la politica ascolti!

Da: Redazione

Il 29 novembre la piazza di Bellinzona è tornata a farsi sentire. Lavoratrici e lavoratori del servizio pubblico e parapubblico, rispettivamente cittadine e cittadini, hanno riempito il centro città per dire no ai tagli del preventivo 2026 e ribadire che i diritti e i servizi essenziali non sono negoziabili.

La piazza si mobilita, la politica ascolti!

La manifestazione di sabato a Bellinzona contro i tagli del preventivo 2026 ha dato un segnale forte: non si è disposti a subire passivamente misure che impoveriscono i servizi pubblici, peggiorano le condizioni di lavoro e minano la coesione sociale del Cantone. La piazza, partecipata e determinata, ha mostrato un movimento sindacale unito e capace di mettere al centro un’idea semplice ma dirompente: i diritti delle persone vengono prima dei vincoli di bilancio.

Nel cuore della protesta sono risuonate con chiarezza le richieste dei Sindacati VPOD, OCST e SIT, sostenute dal Comitato Stop ai tagli: difendere i servizi essenziali e smetterla con politiche che lasciano gli organici scoperti, a partire dalla rinuncia alla sostituzione del personale partente; rafforzare il settore sociosanitario e quello socioeducativo, già oggi in affanno; garantire aumenti salariali che permettano almeno di recuperare il carovita perso negli ultimi anni; proteggere i sussidi di cassa malati, fondamentali per tutelare il potere d’acquisto e l’accesso alle cure; investire con maggior decisione nella scuola pubblica; e respingere tagli nel settore della migrazione, che colpirebbero le persone più esposte. Rivendicazioni concrete, che uniscono gli interessi del personale con quelli degli utenti, dei pazienti, degli studenti e della cittadinanza tutta.

A seguito del grande successo della giornata d’azione sui posti di lavoro del 19 novembre, quello di sabato è stato un segnale che il fronte sociale è vivo, coeso e pronto a farsi sentire dinanzi al punto di rottura cui ci hanno portato le maggioranze politiche cantonali. Non ci fermeremo pertanto qui.

Il prossimo passo sarà lunedì 15 dicembre quando, anche al di là della scadenza del preventivo 2026, come Sindacati consegneremo al Parlamento e al Governo migliaia di firme per la petizione contro i tagli. Sarà un’ulteriore occasione per rimarcare alle istituzioni che chi lavora, chi cura, chi educa e chi assiste merita risorse adeguate ai crescenti bisogni della società, non austerità.

La piazza ha quindi parlato con chiarezza: dopo i tagli degli ultimi anni e quelli previsti dal preventivo 2026, a livello cantonale serve finalmente un cambio di rotta. Ora spetta al Governo e al Parlamento ascoltare le preoccupazioni e agire di conseguenza. Ma sia altrettanto chiaro che, se l’ascolto non vi sarà e se i tagli dovessero approfondirsi, la situazione diverrà sempre più insostenibile e il Sindacato VPOD rimarrà con sempre rinnovato slancio in prima linea.

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