Inaccettabile attacco contro i dipendenti meno pagati

Da: Redazione

L’Unione sindacale svizzera (USS) ha attaccato frontalmente la decisione del Consiglio degli Stati contro i salari minimi cantonali presa lo scorso 17 marzo. I salari minimi cantonali garantiscono oggi i minimi vitali per i dipendenti meno pagati: in particolare per numerose lavoratrici attive nella ristorazione/albergheria, nelle pulizie e nei saloni dei parrucchieri.

Inaccettabile attacco contro i dipendenti meno pagati

La maggioranza di centro-destra del Consiglio degli Stati ha votato per abolire il salario minimo cantonale per i dipendenti coperti da un contratto collettivo di lavoro (CCL) legalmente vincolante. La Camera dei Cantoni vuole che i dipendenti di questi settori, che oggi percepiscono il salario minimo cantonale superiore al CCL, in futuro non beneficino più della compensazione del carovita sul salario minimo cantonale: tale sarebbe il caso nei Cantoni di Ginevra e Neuchâtel, così come nelle Città di Lucerna, Zurigo e Winterthur. I senatori vogliono pure impedire di introdurre un salario minimo superiore ai minimi dei CCL nei Cantoni di Vaud, Vallese, Ticino e Giura, come pure nelle città di Berna e Bienne, dove ci sono iniziative in corso che vanno in questa direzione.

Un attacco frontale ai bassi salari
La decisione del Consiglio degli Stati costituisce un attacco frontale ai bassi salari. Eppure è dimostrato che il salario minimo migliora i redditi più bassi. Permette ai lavoratori di vivere con il proprio stipendio. Infine esso riduce il divario retributivo di genere, poiché sono molte le donne lavorano che ricevono salari bassi. Con questa decisione il Consiglio degli Stati permette ai datori di lavoro di realizzare profitti a spese di chi si trova in fondo alla scala salariale. E non saranno solamente i dipendenti a pagarne il prezzo. Anche le loro famiglie e la collettività – attraverso l'assistenza sociale – ne sopporteranno i costi. Dovranno infatti fornire assistenza a coloro i cui salari, anche a tempo pieno, non sono sufficienti per vivere.

Deliberatamente anticostituzionale
Con la sua decisione il Consiglio degli Stati viola la Costituzione e mina il federalismo, nonostante il Consiglio federale e i Cantoni lo avessero già chiaramente messo in guardia contro tale rischio. L'eccezione introdotta per i contratti collettivi di lavoro di obbligatorietà nazionale è in contrasto con i principi fondamentali dello Stato di diritto svizzero e con le decisioni democratiche prese da alcuni Cantoni e Comuni. Ciononostante la maggioranza ha ignorato questo aspetto per consentire ai datori di lavoro, in particolare nel settore alberghiero e della ristorazione, di continuare a pagare salari da fame.

Indebolimento della tutela salariale
Nell'ambito della libera circolazione delle persone i salari minimi cantonali costituiscono un'importante barriera contro il dumping salariale. Datori di lavoro e Parlamento stanno indebolendo la tutela salariale alla vigilia dei prossimi referendum sull'Europa. Questo è un gioco pericoloso che mette a repentaglio la politica di apertura della Svizzera nei confronti dell'Unione europea. Tale politica, unitamente alle misure di protezione sociale, ha già dimostrato la sua validità. L’USS si opporrà con ogni mezzo a questi attacchi ai salari minimi.