Cliniche e personale qualificato

Da: Stefano Testa, sindacalista VPOD Ticino

Già nell’ultimo numero de I diritti del lavoro abbiamo segnalato l’esistenza di un certo malcontento tra il personale delle cliniche private dopo l’entrata in vigore del nuovo Contratto collettivo di lavoro per gli istituti ospedalieri privati del Cantone Ticino (CCL Cliniche private).

Cliniche e personale qualificato
Foto di Mulyadi su Unsplash

Malgrado l’impegno, la formazione e la qualità professionale del personale impiegato presso le Cliniche, da tutti riconosciuto, le condizioni di lavoro a livello contrattuale rimangono inferiori rispetto a quelle garantite dall’Ente ospedaliero cantonale (EOC). È palese che all’EOC i salari sono più alti, esistono maggiori agevolazioni a favore della conciliazione tra famiglia e lavoro, il tempo per cambiarsi è calcolato come tempo di lavoro, le prestazioni in termini di premi fedeltà e di previdenza professionale (con prepensionamento) sono all’avanguardia.

Diciamolo senza troppi giri di parole: il personale delle Cliniche private si aspettava che dopo l’epidemia di Covid-19 ci sarebbe stato lo spazio per tangibili miglioramenti contrattuali, che dovevano essere il frutto di una presa di coscienza da parte dei datori di lavoro. La speranza era quella che si sarebbe potuto stipulare un migliore patto sociale, che fosse basato sul riconoscimento del reale lavoro svolto da tutto il personale. Purtroppo si è tornati a discutere del rinnovo del contratto collettivo di lavoro in un contesto condizionato dalla litania della mancanza di soldi. Ed è rimasta quella politica della gestione del personale al risparmio, che in un certo senso scarica il rischio aziendale sulle spalle di chi lavora: pensiamo ai continui cambi di turno, ai rientri forzati dai liberi e ai turni di lavoro pesanti.

Nelle nostre visite aziendali ci si dice spesso che le belle parole e gli applausi sentiti durante la pandemia non si sono trasformati in fatti concreti, ma in pacche sulle spalle: è mancato un plus in migliori e più attrattive condizioni di lavoro nel rinnovo del CCL delle Cliniche private ticinesi, che tenessero il passo nei confronti dell’EOC. Se le Cliniche private vorranno, in futuro, avere personale qualificato e fidelizzato dovranno per forza rendersi conto che gli sforzi fatti non sono sufficienti e che il passo giusto sarebbe di uniformarsi alle condizioni di lavoro dell’EOC.

Accordo fiscale sui frontalieri
Un altro campanello d’allarme che le cliniche dovrebbero sentire è quello del nuovo accordo quadro sull’imposizione fiscale dei frontalieri (doppia imposizione), che avrà un effetto nella ricerca di personale sanitario nella vicina Repubblica, dalla quale le Cliniche hanno sempre attinto a piene mani. Lavorare in Ticino non sarà più così conveniente per il nuovo personale sanitario frontaliero e se scuole sanitarie ticinesi continueranno a non riuscire a formare sufficienti figure professionali per coprire il fabbisogno del territorio (caratterizzato non di rado da un precoce abbandono delle professioni sanitarie nel corso della vita), la situazione potrebbe diventare problematica per le cliniche.