Il Consiglio federale ha riconosciuto l’impellente necessità d’intervento nell’ambito delle cure ed è ora incaricato di elaborare una proposta di attuazione. In particolare l’introduzione di disposizioni concernenti le condizioni di lavoro, la remunerazione, lo sviluppo professionale e l’autonomia: per tutto questo sono necessari finanziamenti, le intenzioni non sono sufficienti!
Il decreto legislativo cantonale sottoposto a referendum, che mira al pareggio di conti con misure prioritariamente di contenimento della spesa, escludendo l’aumento delle imposte, va proprio nella direzione opposta a quanto richiesto dall’iniziativa “Cure infermieristiche forti”: se vogliamo migliorare la situazione anche in Ticino dobbiamo investire nella formazione e nel prolungamento della vita lavorativa dei nostri curanti altrimenti non usciremo mai da questo circolo vizioso.
Il pareggio dei conti cantonali entro il 2025, implica il plafonamento della spesa con provvedimenti quali il blocco delle sostituzioni di impiegati, docenti e operatori scolastici specializzati. E comporta pure la riduzione di contributi versati agli enti sociosanitari e universitari, ciò che peggiorerebbe sensibilmente la qualità e l’efficacia dei servizi sociosanitari, dei servizi pubblici e della formazione.
Gli infermieri devono essere ben formati e servono insegnanti e professionisti esperti che lo facciano; occorre poter lavorare in condizioni soddisfacenti e per questo gli organici devono essere sufficienti, gli stipendi adeguati alle responsabilità assunte e gli ausiliari amministrativi disponibili; infine è necessario restare attivi professionalmente il più a lungo possibile, perciò avere prospettive di crescita.
Per queste ragioni l’Associazione Svizzere Infermieri Sezione Ticino invita a votare contro il decreto legislativo, che ci toglierebbe le risorse per attuare quanto ottenuto con l’iniziativa popolare costituzionale federale: dai principi occorre passare ai fatti!
