Disdetta preoccupante del CCL di SCuDo Lugano

Da: Fausto Calabretta

Il personale del Servizio cure a domicilio (SCuDo) di interesse pubblico di Lugano e dintorni e i sindacati si sono visti recapitare una lettera di disdetta del Contratto collettivo di lavoro (CCL) per dicembre 2022: un atto preoccupante!

Il Contratto collettivo di lavoro è uno strumento avanzato che dovrebbe garantire la partecipazione dei sindacati e del personale per la definizione delle condizioni di lavoro e l’applicazione dei diritti dei lavoratori sul posto di lavoro. Per questo motivo siamo molto preoccupati da questa disdetta del CCL, che è un fulmine a ciel sereno e cade dopo due anni difficili di pandemia.

Ricordiamo che SCuDo è un servizio d’interesse pubblico, riconosciuto dalla Legge cantonale e partecipato dai Comuni di Lugano e dintorni: non un’azienda qualsiasi privata che fa il bello e il brutto tempo. Il personale, in gran parte donne, è fragile e lavora a domicilio sulla base dei piani di lavoro che vengono loro dati dai capiéquipe. Sembra che il personale di SCuDo si incontri raramente in sede, perché le riunioni sono fatte con il contagocce e con una presenza limitata. La direzione di SCuDo sembra inoltre alquanto assente rispetto alla gestione dei precedenti direttori (Treichler e Conte): l’attuale direttore Pezzoli si occupa principalmente del grande ente autonomo Lugano istituti sociali (LIS). SCuDo subisce una crescente perdita di quote di mercato a Lugano e dintorni: come mai? Si parla tanto di rete integrata di cure: all’orizzonte si profila un impiego del personale di SCuDo nelle case anziani della Città di Lugano?

La discussione e la partecipazione del personale e dei sindacati in questo contesto sono più che mai necessari, in particolare dopo due anni difficili a causa della pandemia che ci ha attanagliato.

La richiesta del Sindacato è che i responsabili di SCuDO si siedano al più presto ad un tavolo per discutere dei problemi e per definire il nuovo CCL. Inoltre va ricercata e ricreata una coesione tra il personale (oltre 200 persone): è nell’interesse di tutti favorire la creazione di una commissione interna del personale. Il divide et impera è malsano.