Un freno al miglioramento del settore sociosanitario e formativo

Da: Michela Pedersini, presidente del Sindacato VPOD Ticino

Perché per migliorare sensibilmente la gestione della sanità e la socialità, duramente condizionate dalla pandemia e dai suoi effetti, oppure per investire nelle infrastrutture sociosanitarie, in Canton Ticino si dovrebbe raggiungere sia la maggioranza del Parlamento, sia la maggioranza del popolo? Perché per investire in modo marcato a favore degli allievi della scuola, ad es. diminuendo gli allievi per classe, oppure per sostenere un’istituzione culturale, bisognerebbe avere la doppia maggioranza?

I politici che sono contrari ai miglioramenti o agli investimenti decisi dalla maggioranza del Parlamento non hanno il coraggio o la forza di raccogliere 7'000 firme per lanciare un referendum facoltativo? I signori dell’iniziativa UDC “Basta tasse e basta spese” e del controprogetto vogliono trovarsi già la pappa pronta per combattere in votazione popolare i miglioramenti nel settore sociosanitario, nella formazione e nelle infrastrutture pubbliche?

Il loro obiettivo è ovviamente di frenare il già difficile processo decisionale cantonale per il varo di investimenti e per il finanziamento dei miglioramenti dell’intervento sociale, sanitario, formativo e culturale.

Va aggiunto poi che sia l’iniziativa, sia il controprogetto per l’introduzione del referendum finanziario obbligatorio nella Costituzione ticinese sono iniqui. Non prevedono infatti il referendum obbligatorio in caso di sgravi fiscali, che diminuiscono le risorse a disposizione del Cantone per gestire i servizi sanitari, sociali, culturali e formativi importanti per la popolazione. Essi prevedono l’obbligo del referendum solamente per l’aumento delle spese (5-6 milioni di franchi annui per quattro anni almeno sono le soglie minime dei due testi) e per gli investimenti (20-30 milioni di franchi sono i minimi delle due proposte).

Per respingere questo meccanismo ingiusto “volto a frenare i miglioramenti” occorrerà votare 2 x NO il prossimo 26 settembre: No al testo costituzionale elaborato conforme all’iniziativa e No al controprogetto.

 

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