Un compromesso soddisfacente per degli asili nido di qualità!

Da: Comitato iniziativa popolare "Asili nido di qualità per le famiglie"

Il Comitato d’iniziativa accoglie positivamente il controprogetto all’iniziativa popolare, che completa la parte relativa al finanziamento di nidi e strutture extrascolastiche e dichiara che, se il controprogetto sarà adottato senza modifiche dal Parlamento, procederà al ritiro dell’iniziativa popolare.

1. L’INIZIATIVA POPOLARE del 2013

L’iniziativa popolare legislativa generica “Asili nido di qualità per le famiglie”del 26 marzo 2013, depositata dal Sindacato del personale dei servizi pubblici e sociosanitari VPOD Ticino, chiede di garantire un’adeguata risposta ai bisogni delle famiglie attraverso un aumento dei nidi d’infanzia/servizi extrascolastici sul territorio cantonale, un contenimento delle rette, un miglioramento delle condizioni qualitative; inoltre solleva il problema del miglioramento delle condizioni di lavoro in questo settore. La prima firmataria è la signora Linda Cortesi. L’iniziativa popolare è stata sottoscritta da 9'242 cittadine e cittadini: essa, pertanto, è stata dichiarata riuscita dalla Cancelleria dello Stato (Foglio ufficiale 49/2013 del 18 giugno 2013, pag. 4849).

I quattro punti dell’iniziativa popolare legislativa, presentata nella forma generica, sono i seguenti.

  1. Garantire un adeguato numero di nidi/servizi extrascolastici in tutte le regioni del Cantone: “Al fine di garantire un’adeguata risposta ai bisogni delle famiglie e un’equa distribuzione sul territorio degli asili nido e dei servizi extrascolastici, il Cantone rileva i bisogni esistenti e pianifica sufficienti posti in tutte le regioni”.
  2. Far in modo che Cantone e Comuni coprano i 2/3 dei costi riconosciuti: “Cantone e Comuni finanziano, tramite sussidio, almeno il 67% dei costi complessivi ammessi degli asili nido e dei servizi extrascolastici riconosciuti ai sensi della Legge per le famiglie. Il finanziamento da parte dei Comuni avviene in base alla loro forza finanziaria e al numero di bambini che frequentano l’asilo nido provenienti dagli stessi Comuni. La quota assunta dai Comuni è complessivamente pari a quella del Cantone. I sussidi agli asili nido vengono erogati sulla base di mandati di prestazione stipulati con il Cantone, in modo da garantire l’uso razionale delle risorse e la soddisfazione dei bisogni delle famiglie.”.
  3. Limitare il costo delle rette a carico delle famiglie residenti in Ticino, in modo da favorire la crescita dei redditi famigliari: “La retta per le famiglie residenti in Ticino per il collocamento di un bambino a tempo pieno in un asilo nido sussidiato è al massimo di 800 fr mensili. Per le famiglie meno abbienti residenti in Ticino è prevista una riduzione della retta in base al reddito; il Cantone e i Comuni finanziano un sistema di sussidio per la riduzione delle rette.”
  4. Combattere le cattive condizioni di lavoro per le persone operanti nei nidi d’infanzia causato da un insufficiente finanziamento pubblico (no al dumping salariale): “Le condizioni per l'erogazione dei sussidi per i nidi d’infanzia in base alla Legge per le famiglie devono essere riviste ed ampliate. Occorre inserire i seguenti ulteriori obblighi:
  • rispetto della centralità del bambino (progetto educativo e spazi adeguati ai bimbi);
  • uso razionale delle risorse: l'ente sussidiato deve: a) presentare un'organizzazione strutturata e consolidata; b) prevedere un sistema di controllo interno ed esterno;
    c) verificare l'assenza di conflitti di interesse personali;
  • garanzia di qualità nella dotazione e formazione del personale;
  • condizioni di lavoro (salari, orari, ecc.) definite analogamente alle normative esistenti per il personale cantonale e stipulate in un contratto collettivo di lavoro, rispettivamente definite in un regolamento organico pubblico”.

2. SVILUPPI SUCCESSIVI ALL’INIZIATIVA POPOLARE

Il settore è regolato dalla Legge cantonale sul sostegno alle attività delle famiglie e di protezione dei minorenni (Legge per le famiglie) del 15 settembre 2003, che sostiene finanziariamente queste strutture prescolastiche ed extrascolastiche.

Nell’ambito della Riforma fiscale e sociale, approvata dal popolo il 29 aprile 2018, il Cantone ha reperito nuovi mezzi finanziari dalle aziende per nidi e strutture extrascolastiche (mense, prescuola e doposcuola). Infatti, è stato introdotto nella Legge cantonale sugli assegni di famiglia il nuovo articolo 75, in base al quale sono finanziati dai datori di lavoro tramite un contributo percentuale unico prelevato sui salari determinanti ai fini dell’AVS corrisposti ai salariati attivi nel Cantone:

a) l’assegno parentale;
b) le misure di sostegno alle famiglie;
c) le misure di politica aziendale a favore delle famiglie.

Il contributo è riscosso dalle Casse di compensazione per gli assegni familiari ed ammontava allo 0.12% per gli anni 2019 e 2020 ed è cresciuto allo 0.15% a partire dall’anno 2021.

Questo fondo finanziato dai datori di lavoro consente di finanziare oggi un centinaio di nidi e strutture extrascolatiche, che occupano 600 persone.

Questo fondo è importante per il Ticino. Si pensi che il tasso d’occupazione delle madri in coppia e con un figlio di meno di 3 anni in Ticino nel 2014 era il più basso della Svizzera: 53% Ticino a fronte del 64% media CH (Fonte: Francesco Giudici, Reto Schuhmacher, “Fattori individuali e differenze cantonali nella partecipazione delle madri al mondo del lavoro”, in Dati-Statistiche e società, USTAT, ottobre 2017).

Nel primo semestre del 2021 le/i rappresentanti di ATAN - Associazione delle strutture di accoglienza della prima infanzia, Organizzazione cristiano sociale ticinese e Sindacato del personale dei servizi pubblici e sociosanitaria VPOD hanno avviato un’intensa trattativa per definire un contratto collettivo di lavoro (CCL) per il personale dei nidi e dei centri extrascolastici in Ticino. Sia l’assemblea dell’ATAN, sia l’assemblea del personale dei nidi VPOD-OCST hanno approvato il contratto collettivo di lavoro, la cui entrata in vigore è prevista per il 1. gennaio 2022. Il punto centrale del contratto collettivo di lavoro è l’adozione della nuova scala salariale cantonale, che prevede 24 aumenti salariali annuali: il minimo salariale viene fissato in 4'000 fr per dodici mensilità per il personale di pulizia, in 4'000 fr per tredici mensilità per il personale educativo non formato e in 4'300 fr per tredici mensilità per il personale educativo con un attestato federale di capacità inerente. Si tratta di un primo importante passo avanti in un settore che, a causa del sottofinanziamento da parte di Cantone e Comuni, ha purtroppo conosciuto gravi episodi di dumping salariale, oltre che di scarsa qualità nella presa a carico dei bambini. Ragione per cui l’iniziativa popolare era stata lanciata nel 2013 dal Sindacato VPOD Ticino.

L’implementazione del contratto collettivo ha un impatto nel 2022 di 3,5 milioni di franchi, che andranno a carico del fondo creato dall’art. 75 della Legge sugli assegni di famiglia: negli anni successivi gli aumenti salariali peseranno per ca. 0,8 milioni di franchi annui.

3. VALUTAZIONE DEL CONTROPROGETTO ALL’INIZIATIVA
Il Comitato d’iniziativa accoglie positivamente il controprogetto all’iniziativa popolare, che completa la parte relativa al finanziamento di nidi e strutture extrascolastiche.

La Legge cantonale sul sostegno alle attività delle famiglie e di protezione dei minorenni (Legge per le famiglie) viene infatti modificata dal controprogetto, come richiesto da tre punti centrali dell’iniziativa popolare.

Il controprogetto prevede infatti che:

  1. per garantire un adeguato numero di nidi/servizi extrascolastici in tutte le regioni il Cantone effettuerà (in collaborazione con i Comuni) una rilevazione dei bisogni e dell’offerta, che andrà sottoposta per discussione al Parlamento;
  2. per combattere le cattive condizioni di lavoro per le persone operanti nei nidi d’infanzia il rispetto del contratto collettivo di lavoro da parte di nidi e centri extrascolastici sarà la condizione per poter beneficiare dei finanziamenti cantonali (provenienti dal fondo istituito dall’art. 75 Legge sugli assegni famigliari);
  3. per garantire la qualità del lavoro di nidi e centri extrascolastici beneficiari dei finanziamenti cantonali il controprogetto introduce nella legge delle chiare norme e il Cantone si impegna ad effettuare regolari controlli.

In conclusione, il Comitato d’iniziativa dichiara che, se il controprogetto sarà adottato senza modifiche dal Parlamento, procederà al ritiro dell’iniziativa popolare.

 

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