Risposte ai problemi lavorativi del settore sociale sotto pressione!

Da: Philippe Martin e Christoph Schlatter, segretari sindacali VPOD CH

Un'indagine a livello nazionale condotta dal Sindacato VPOD in tutte le aree professionali del lavoro sociale - strutture per l'infanzia, istituzioni sociali, laboratori, servizi sociali- ha evidenziato la forte pressione sul personale del settore, ma anche il loro forte impegno. C'è assolutamente bisogno di aumentare gli effettivi nel settore sociale. Test e vaccinazioni devono essere fatti per il personale sociale per facilitare il loro lavoro. Infine le operatrici/gli operatori sociali, che da quasi un anno lavorano sotto pressione a causa del coronavirus, meritano un maggior riconoscimento salariale!

Circa 1’000 persone hanno partecipato al sondaggio del Sindacato VPOD intitolato "La seconda ondata nel settore sociale", realizzato tra metà dicembre e metà gennaio nella Svizzera tedesca e francese. I risultati, pubblicati il 4 febbraio scorso, confermano l'enorme impegno dei professionisti del settore, ma mostrano anche le difficoltà, a volte insormontabili, che sono state create dal Covid-19.

Telelavoro e misure di protezione
Nel settore sociale il telelavoro non può essere implementato: quasi tre quarti degli intervistati (73%) continuano a svolgere i loro obblighi professionali esclusivamente sul posto di lavoro e solamente un quarto di loro (23%) può effettuare da casa una parte delle attività.

Sui posti di lavoro le misure di protezione prescritte sono solo parzialmente compatibili con l’attività professionale. Il 92% delle persone afferma che l'obbligo di indossare la mascherina è ampiamente rispettato, ma lo stesso non si può dire per l'obbligo di mantenere le distanze: il 31% delle persone può rispettarlo solo parzialmente, mentre il 23% non può affatto applicarlo.

Come illustrato nelle risposte alle domande aperte, le misure di protezione rendono il lavoro più complicato. Indossare una mascherina ostacola la comunicazione, soprattutto quando ci sono già difficoltà di comprensione: ad es. con bambini piccoli, alloglotti o persone con problemi di udito. Inoltre, in molte situazioni non è semplicemente possibile mantenere la distanza necessaria, per esempio quando si tratta di persone che hanno bisogno di aiuto nei compiti quotidiani. La proibizione di cantare crea pure dei problemi nelle strutture di accoglienza dei bambini. Per una gran parte delle persone che hanno risposto al sondaggio questi ostacoli causano stress e frustrazione.

Effettivi ridotti e orari stravolti
L'indagine mostra anche che il 41% degli intervistati segnala una mancanza di personale nella propria istituzione. Solamente il 17% ha detto che questo problema è dovuto esclusivamente alla crisi sanitaria, mentre il 25% afferma che questa carenza esisteva già prima della pandemia e il 51% rileva che questa carenza preesistente è peggiorata a causa del Covid-19.

Questa situazione influisce sul conteggio delle ore di lavoro. Alcuni dipendenti sono alle prese con una quantità di straordinari impossibile da recuperare nei tempi richiesti o in assoluto. Altri hanno registrato saldi orari negativi a causa della diminuzione temporanea dell'attività nel loro stabilimento oppure hanno visto sparire i giorni di vacanza duramente guadagnati, come pure le ore di lavoro da recuperare. Il Sindacato ha dovuto intervenire molto spesso per questo tipo di problemi.

Ottime capacità di resilienza
Malgrado tutte queste difficoltà l'indagine mette anche in evidenza le capacità di recupero delle persone che lavorano nel settore sociale. Certamente le persone intervistate si rammaricano della mancanza di un concreto riconoscimento del loro lavoro da parte dei superiori ed il 79% afferma che il peso psicologico del lavoro è aumentato con il coronavirus. Tuttavia esse considerano comunque soddisfacente il loro lavoro. Il 19% afferma di essere soddisfatto nel complesso della propria situazione lavorativa ed il 55% afferma di essere piuttosto soddisfatto. Questa affermazione sulla soddisfazione personale è tanto più sorprendente alla luce del fatto che molte persone hanno ridotto la loro vita sociale ben oltre il necessario, ad esempio rinunciando del tutto ai contatti con gli amici stretti: questo per non mettere in pericolo le persone affidate alle loro cure.

Le rivendicazioni sindacali
La situazione richiede assolutamente delle misure a favore del settore sociale. Il Sindacato VPOD sottolinea i seguenti punti.

• Molte strutture hanno poco personale - questo era spesso il caso già prima della crisi sanitaria. Questo problema deve essere risolto sul breve termine cercando di far rientrare i dipendenti che hanno lasciato la professione. A medio termine occorre migliorare significativamente le condizioni di lavoro grazie ad un’offensiva di formazione ed un aumento delle risorse finanziarie.

• Anche se non immediatamente il Covid-19 aumenterà significativamente il carico di lavoro nei servizi sociali. Bisogna fare ogni sforzo per far sì che il minor numero possibile di persone debba ricorrere all'assistenza sociale a causa della pandemia. La decisione del Consiglio federale di estendere il periodo quadro per l'assicurazione contro la disoccupazione è il modo giusto per affrontare questo problema ed ulteriori provvedimenti saranno probabilmente necessari. Malgrado ciò i servizi sociali dovranno prepararsi alle sfide che si stanno delineando per il loro personale.

• Gli operatori del settore sociale hanno bisogno che il loro lavoro venga valorizzato, dato che sono tra le persone in prima linea nel sopportare il carico della crisi sanitaria e dato che lavorando assumono parecchi rischi per la loro salute. Molti di loro rinunciano anche ad una parte della loro vita privata, andando ben oltre le direttive ufficiali per proteggere le persone che prendono a carico.

• Il Covid-19 complica in molti modi il lavoro quotidiano nel settore sociale. Accogliamo quindi con favore tutte le misure per contenere e superare la pandemia. Specialmente nelle istituzioni sociali un certo grado di normalità potrà essere ripristinato grazie a strategie di test ben progettate. Sforzi in questo senso saranno necessari nelle prossime settimane.

• Una vaccinazione su larga scala porterà ad un miglioramento della situazione. Occorre procedere rapidamente: il personale che è "in prima linea" e a stretto contatto con ospiti residenti ed altre persone prese a carico deve poter avere accesso prioritario alla vaccinazione.

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