Obbligo di referendum finanziario e servizi sociosanitari

Da: Icilio Polidoro, infermiere del Comitato ospedaliero VPOD

L’iniziativa e il controprogetto all’iniziativa “Basta tasse e basta spese, che i cittadini possano votare su certe spese cantonali” vorrebbero imporre il referendum finanziario obbligatorio in Ticino. Questo obbligo di votare sulle spese e sugli investimenti rischia di arrecare danni soprattutto ai servizi essenziali per le cittadine e i cittadini: e l’ambito sociosanitario non è escluso.

Oggi ci troviamo di fronte ad una società miope, vittima di informazioni partigiane distorte e delle fake news. L’informazione fuorviante potrebbe essere incoraggiata da numeri e presunti risparmi. Ma siamo veramente in grado di discernere in modo obbiettivo quali sono i bisogni della società e che valore hanno?

Il finanziamento pubblico delle cure domiciliari e delle case anziani ad oggi è di ca. 200 milioni di franchi annui ed entro il 2030 necessita di un aumento fino a ca. 300 milioni di franchi annui. Peraltro aumenti di finanziamento saranno necessari anche per le cure ospedaliere. Come votare su aumenti così considerevoli? Come cittadine e cittadini siamo in grado di decidere se è giusto investire o risparmiare su questi servizi? Sempre più anziani necessiteranno di posti letto nelle case anziani e di assistenza e cure a domicilio: cosa diremo a queste persone, se tramite una votazione popolare venisse loro negato un servizio essenziale?

L’obbligo del referendum finanziario è figlio dell’ideologia neoliberale e “meno statista”. Esso crea solamente confusione e l’illusione di poter deliberare su temi nei quali onestamente non siamo in grado di dare un parere adeguato senza un notevole sforzo per approfondire i temi.

 

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