Tagli lineari alla SSR. Una strada sbagliata

Da: Associazione per la difesa del servizio pubblico

L’Associazione per la difesa del servizio pubblico (ASP) ha preso atto che la SSR intende nuovamente ridurre gli effettivi dei propri dipendenti. Secondo quanto comunicato ciò sarebbe dovuto alla diminuzione delle risorse in seguito alla contrazione del mercato pubblicitario. Questa situazione è la conseguenza di precise scelte operate all’inizio degli anni 2000. Infatti, nel 2002 il Consiglio federale avrebbe voluto ridimenzionare i servizi radiotelevisivi pubblici a favore delle emittenti private. Il direttore di Avenir Suisse, da parte sua, nel 2011 scriveva che “bisognerebbe rinunciare a una televisione pubblica, trasformando la SSR in una società totalmente privata”

Il risultato che scaturì da queste posizioni fu l’obbligo per la SSR di finanziarsi parzialmente con la pubblicità, non più soltanto con il canone. Un indebolimento istituzionale, in contrasto con il principio di disporre di un servizio radiotelevisivo pubblico con il mandato, in particolare, di offrire ai cittadini un’informazione equilibrata. Secondo l’ASP, un obiettivo di alto valore, tenuto conto che il mercato dell’informazione è in gran parte dominato da potenti gruppi finanziari.

La proposta attuale di ridurre gli effettivi della SSR è quindi una continuazione della politica tendente a ridimenzionare l’importanza della SSR. I tagli lineari sono in contrasto con una strategia rivolta al futuro: potenziare la SSR, nell’ottica anche dello sviluppo delle nuove tecnologie.

Per ulteriori informazioni:

Diego Scacchi, presidente, 091 743 39 66
Graziano Pestoni, segretario, 079 456 99 44

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