Settore sociosanitario: basta far orecchie da mercante, vogliamo fatti!

Da: Fausto Calabretta, sindacalista VPOD Ticino

La settimana dal 26 al 31 ottobre 2020 sarà una settimana di protesta in tutta la Svizzera e si concluderà con una manifestazione davanti al Palazzo federale a Berna sabato 31 ottobre. Infatti associazioni e sindacati si sono uniti per formare un'alleanza tra le professioni sociosanitarie. Il Coranavirus ha messo a dura prova il settore sociosanitario, già indebolito nel corso degli ultimi anni. Dopo mesi di duro lavoro per contenere l'impatto del coronavirus anche il personale sociosanitario del nostro Cantone chiede condizioni di lavoro migliori.

La politica è riluttante ad aprire i cordoni della borsa per apportare miglioramenti duraturi alla situazione del personale sociosanitario. E poi ci sono anche delle frange politiche che, per guadagnare qualche voto, sparano a zero sul lavoro delle istituzioni sociosanitarie, facendo di ogni erba un fascio e misconoscendo le difficoltà del lavoro negli ultimi mesi, svolto in condizioni difficili e con risorse tirate all’osso. Le strutture sociosanitarie hanno non di rado accumulato anche dei grossi deficit, che non è ancora chiaro come saranno appianati dall’ente pubblico e dalle casse malati: questa situazione non migliora certo il clima di lavoro nelle strutture sociosanitarie.

In Svizzera e in Ticino il personale sociosanitario è spesso stressato e poco valorizzato per il lavoro disagiato svolto nelle fasce notturne e festive. Se prendiamo la categoria infermieristica, un sondaggio a fine del 2019 ha rivelato che il 90% ritiene di lavorare sotto pressione e l'87% pensa di non avere abbastanza tempo da dedicare ai pazienti. La maggioranza afferma di dover lavorare a turni senza poter rispettare i periodi di riposo e di non avere abbastanza tempo per la famiglia e il tempo libero; inoltre lamenta il fatto di subire la pressione della gerarchia e la mancanza di considerazione.

Di recente in Ticino il Sindacato VPOD ha incontrato i rappresentanti del personale dell’Ente Ospedaliero Cantonale, rilevando una grossa stanchezza per il duro lavoro in questi ultimi mesi. Nonostante l’EOC sia per vari aspetti un buon datore di lavoro, abbiamo chiesto all’Ente per il prossimo rinnovo contrattuale 2021 un aumento dei salari, fermi al livello dal lontano 2001, rincaro a parte. Oltre a ciò, abbiamo chiesto interventi specifici per una migliore conciliabilità lavoro-famiglia, maggiore accesso alla formazione continua e maggiore attenzione a tutte le professioni EOC.

Ma la madre di tutte le battaglie è il miglioramento del finanziamento pubblico agli enti sociosanitari. Il Sindacato VPOD Ticino rivendica un miglioramento del finanziamento dei contratti di prestazione tra il Cantone da un lato e dall’altro lato le cliniche, le case anziani, la sociopsichiatria, le istituzioni sociali e i servizi d’assistenza e cura a domicilio. Occorre aumentare in termini reali il finanziamento per garantire condizioni di lavoro più umane, che innalzino la qualità di vita e la qualità del lavoro degli operatori sociosanitari nell’interesse di pazienti, residenti e utenti. Questo è fondamentale per migliorare anche l’attrattiva di queste professioni sui giovani e per mantenere più a lungo le persone formate nelle professioni sociosanitarie imparate.


Per questo il Sindacato VPOD dice alla politica: basta fare continuamente orecchie da mercante, adesso vogliamo fatti!

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