Regolamento cantonale sul telelavoro

Da: Raoul Ghisletta, segretario VPOD Ticino

Il Sindacato VPOD ha proceduto a coinvolgere i propri associati sul progetto di Regolamento cantonale sul telelavoro, ricevendo una serie di osservazioni, che hanno permesso di trasmettere una presa di posizione entro il 26 giugno alla Sezione risorse umane. Ringraziamo colleghe/i per la partecipazione.

C’è da sperare che il Consiglio di Stato dimostri flessibilità nell’adattare il regolamento alle situazioni che si verificheranno nell’applicazione e non sia troppo rigido nell’applicazione del regolamento, che in generale è stato apprezzato, anche se presenta dei punti deboli sull’aspetto della responsabilità del dipendente che chiede il telelavoro (il telelavoro è solo volontario) e dei costi vivi che si assume.

I principi del regolamento avranno un impatto su tutto il personale cantonale e sui docenti cantonali/comunali, anche se formalmente questi ultimi ne sono esclusi. Infatti i docenti da sempre devono lavorare a casa per una parte delle loro mansioni (preparazione di lezioni, correzioni di compiti e prove, autoaggiornamento ad esempio), non potendo far capo ad un ufficio nella sede scolastica, salvo eccezioni. La questione del telelavoro dei docenti è emersa con la crisi del coronavirus, che ha visto la gran parte di loro comunicare a distanza con gli allievi con scopi didattici e pedagogici.

Si è parlato tanto nei media della sentenza del Tribunale federale 4A_533/2018 (punto 6) relativa ad un dipendente di una fiduciaria del Canton Argovia, che nel 2014-2016 ha dovuto lavorare da casa senza disporre di un ufficio presso il datore di lavoro, cosa diversa rispetto alla situazione prevista dal regolamento valido per gli impiegati cantonali e simile invece alla situazione in vigore per i docenti. In questo caso il tribunale cantonale ha riconosciuto al dipendente il diritto di ricevere dal datore di lavoro 150 fr mensili per l’utilizzo di un locale a casa come ufficio/archivio, fondandosi sugli articoli 327a cpv.1 e 42 cpv. 2 del Codice delle obbligazioni1, anche se tra le parti non era stato pattuito alcun indennizzo. Il Tribunale federale ha respinto il ricorso contro la decisione del tribunale argoviese, richiamando la dottrina in materia e altre sentenze.

Nota 1

CO 327a, cpv. 1 Il datore di lavoro deve rimborsare al lavoratore tutte le spese rese necessarie dall’esecuzione del lavoro e, se è occupato fuori del luogo di lavoro, anche le spese di sussistenza.

CO Art. 42, cpv. 2 Il danno di cui non può essere provato il preciso importo, è stabilito dal prudente criterio del giudice avuto riguardo all’ordinario andamento delle cose ed alle misure prese dal danneggiato.

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