Ora ci vogliono dei risultati per le donne!

Da: Michela Pedersini, presidente VPOD Ticino

In generale possiamo dire che dopo lo sciopero delle donne del 14 giugno 2019 il movimento continua e lo si è visto lo scorso novembre in occasione della giornata contro la violenza sulle donne. La data dell’8 marzo 2020, che cade di domenica, è un’occasione per ribadire l’importanza fondamentale del lavoro domestico, educativo e di cura compiuto quotidianamente dalle donne. Un lavoro che va riconosciuto dalle assicurazioni sociali per non lasciare tante donne pensionate con pensioni misere!

Ma la festa della donna è anche un’occasione per parlare del settore sociosanitario, dove lavorano tantissime donne. Da 30 anni ormai tutti i settori della sanità sono sotto pressione e le condizioni di lavoro peggiorano. Il personale di cura è colpito da un tasso particolarmente alto di burn-out. Questo ha origine dalla carenza di personale, dalle pressioni crescenti e dalla perdita di significato profondo del lavoro.

Il settore sociosanitario deve infatti sottostare alle leggi del mercato: costi, risparmi, redditività. La degenza media in ospedale è stata abbreviata e ciò incide sul carico di lavoro del personale; le condizioni di lavoro nell'assistenza e cura a domicilio sono molto critiche; nelle case anziani/istituzioni sociali spesso mancano le risorse per prendersi cura in modo adeguato delle persone. I pazienti, gli invalidi, gli anziani e le persone bisognose di sostegno sociale non sono merci! Chiediamo più risorse per una politica sociosanitaria di qualità in uno dei paesi più ricchi del mondo. Vogliamo che il rispetto e la dignità delle persone vengano prima della logica del profitto!

Per questo il Sindacato del personale dei servizi pubblici e sociosanitari VPOD chiede la fine delle politiche di austerità, che hanno sottoposto alla logica del profitto il settore pubblico e i servizi sociosanitari. E invita in particolare le autorità cantonali e comunali a migliorare il finanziamento dei contratti di prestazione con gli enti sociosanitari per rendere possibile una rivalutazione delle condizioni di lavoro e una riduzione del tempo di lavoro, che consenta di uscire dalla trappola del tempo parziale e di condividere maggiormente il lavoro non remunerato tra uomo e donna. Gli orari di lavoro devono diventare compatibili con la vita privata/famigliare, i congedi maternità/paternità/parentale devono essere potenziati, le sostituzioni del personale assente per malattia/congedi devono essere assicurate, gli orari e il tempo di lavoro devono essere modulati in funzione dell’età. Senza queste misure incisive si continuerà a formare delle operatrici sociosanitarie, che hanno una permanenza limitata e parziale nel mondo del lavoro.

E infine in questo 8 marzo come Sindacato VPOD sottolineiamo che il rispetto delle donne e delle persone LGBTIQ deve essere assolutamente garantito: la violenza, le molestie e i comportamenti sessisti devono essere sradicati dai posti di lavoro, dalla scuola e dalla nostra società in generale grazie a controlli e misure incisive prese da parte della autorità.

È ora di ottenere dei risultati, le belle parole non bastano più!

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