Oltre al Covid la beffa? No, grazie!

Da: Stefano Testa, sindacalista VPOD

Nel mese di aprile Sara (nome di fantasia) la- vorava come operatrice sociosanitaria in una casa anziani. Le strutture erano ormai chiuse ermeticamente per far fronte al Covid-19. Le misure messe in vigore dall’Ufficio del medico cantonale erano chiare e possono essere così riassunte: in caso di sintomi influenzali restare a casa!

Come ogni giorno Sara si recava al lavoro; quel giorno aveva un po’ di tosse, cosa non inusuale, essendo un’accanita fumatrice da oltre trent’anni. Arrivata al lavoro durante la consegna mattutina Sara percepisce alcuni brividi e perciò misura la febbre in reparto: la temperatura è a 36.5 gradi. Rincuorata da questo dato si mette a lavorare, ma la situazione presto peggiora: i brividi e la sensazione di malessere aumentano e prima di scendere in pausa Sara misura nuovamente la temperatura, che purtroppo è salita a 37,8 gradi. Immediatamente Sara informa i suoi superiori della situazione e viene invitata a tornare immediatamente a casa. Nel pomeriggio Sara viene tamponata all’Ospedale La Carità di Locarno e il risultato è purtroppo di positività al COVID. L’infezione fortunatamente si sviluppa con sintomi di media gravità senza complicazioni e dopo tre settimane Sara è guarita.

Al suo rientro con grandissimo stupore di Sara la direzione della casa anziani, dimostrando scarsissimo senso di solidarietà, apre nei suoi confronti un’inchiesta amministrativa per presunte violazioni delle direttive del medico cantonale, ossia per essersi presentata sul posto di lavoro da ammalata e per aver rischiato di infettare i pazienti. Il Sindacato VPOD Ticino è subito intervenuto presso la direzione e dopo aver incontrato i vertici della struttura ha capito che la richiesta di apertura dell’inchiesta amministrativa arrivava dal direttore sanitario della casa, che inspiegabilmente ha messo in atto un’insensata caccia all’untore. In realtà il comportamento di Sara era adeguato rispetto alle norme emanate dall’Ufficio del medico cantonale: infatti Sara non era malata prima di partire da casa, i sintomi si sono presentati quanto era nella struttura e alla loro comparsa Sara ha immediatamente sospeso la sua attività. Per fortuna dopo l’intervento sindacale la situazione è rientrata ed il procedimento amministrativo contro Sara è stato chiuso!

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