L'assemblea annuale del Sindacato VPOD approva le due risoluzioni

Da: Raoul Ghisletta, segretario VPOD Ticino

Gentili colleghe, egregi colleghe, di seguito trovate le due risoluzioni approvate dall’assemblea annuale del Sindacato del personale dei servizi pubblici e sociosanitari VPOD Ticino tenutasi il 25 settembre a Rivera.

Risoluzione 1 - Basta spremere come limoni le operatrici e gli operatori sociosanitari! È ora di cambiare rotta!

Dopo anni e anni di sacrifici sulle spalle del personale sociosanitario, messo alle strette dalla continua pressione sugli effettivi rispetto ai compiti crescenti da svolgere, la crisi del coronavirus del 2020 ha scoperchiato in Ticino e in tutta la Svizzera l’esistenza di situazioni critiche. La crisi ha messo in evidenza l’importanza di avere operatori sanitari e sociali ben formati e in numero sufficiente per reggere nei periodi critici.

Non basta lo spirito di sacrificio e la professionalità! Secondo il Sindacato VPOD Ticino occorre migliorare le condizioni quadro:

- per rendere attrattive agli occhi dei giovani le professioni sociosanitarie (in particolare grazie a indennità migliori);

- per mantenere a lungo nella professione le persone formatesi dopo tanti sacrifici, evitando l’abbandono della stessa dopo pochi anni a causa di condizioni sfavorevoli.

In questa ottica occorre assolutamente migliorare i contratti di prestazione tra il Cantone e gli enti sociosanitari: e conseguentemente migliorare le dotazioni di effettivi e migliorare i contratti collettivi di lavoro del settore sociosanitario (in particolare per quanto riguarda le carriere salariali, il prepensionamento a 60 anni e i diritti di partecipazione tramite le commissioni del personale). Denunciamo infine il fatto che troppo spesso lo stile di gestione rigido, paternalistico, burocratico e verticistico rende poco gradevole l’ambiente di lavoro nelle strutture sociosanitarie, mortifica la professionalità delle operatrici/degli operatori e determina l’abbandono della professione.

L’assemblea VPOD Ticino sostiene pertanto la mobilitazione organizzata nella settimana dal 26 al 31 ottobre in tutta la Svizzera.

Risoluzione 2 - No alla penalizzazione dei giovani dipendenti pubblici con tagli salariali e sulla previdenza!

Il Governo cantonale deve togliersi dalla testa di imporre un blocco delle carriere salariali o altri tipi di tagli salariali per risanare i conti dello Stato, che sono stati indeboliti sia dalla crisi del coronavirus, sia dagli sgravi fiscali esagerati/sconti fiscali assurdi che vanno a beneficio dei ricchi. Si ricorda che la durata delle carriere salariali (percorrenza dal minimo al massimo) dei dipendenti nel 2018 è stata portata da 12 anni mediamente a 24 anni. Non è assolutamente accettabile penalizzare nuovamente i giovani con un blocco degli aumenti annuali!

Il Sindacato VPOD Ticino si batterà inoltre per il risanamento della cassa pensioni cantonale: se il risanamento non sarà approvato, a pagarne le pesanti conseguenze saranno in particolare tutti gli assicurati con meno di 57 anni, i quali sono già stati penalizzati dal cambiamento di sistema avvenuto a partire dal 1.1.2013. Il Sindacato invita pertanto il Parlamento a votare al più presto il contributo di risanamento a favore dell’Istituto di previdenza del Canton Ticino.

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