Lanciamo un SOS per le case anziani!

Da: Stefano Bezzolato, presidente Comitato personale CPA; Stefano Testa, sindacalista VPOD Ticino

In Ticino il contratto di prestazioni tra Cantone e case anziani è insufficiente per finanziare le attuali condizioni di lavoro, in particolare gli aumenti annui regolari di stipendio per il personale in carriera: figuriamoci per fare dei miglioramenti!

Una dozzina sono le case per anziani che non firmano il contratto collettivo di lavoro CCL ROCA ed alcune di esse lo hanno chiaramente detto: senza disporre di fonti extra, garantire gli aumenti annui regolari di stipendio significa finire in rosso. Situazione nella quale si trova la maggior parte delle case anziani firmatarie del CCL ROCA.

Per questo il segretario VPOD Ticino Raoul Ghisletta un anno fa (11.12.2019), quindi prima della pandemia, aveva inoltrato la mozione Per un finanziamento che garantisca una migliore presa a carico degli ospiti delle case anziani in Ticino e un minor sovraccarico/stress del personale”.

Nella mozione si chiede di finanziare i seguenti miglioramenti, che sono stati discussi con il comitato del personale case per anziani VPOD nel 2019:

1. rivedere il modello di calcolo delle risorse di personale in uso (RAI-RUG), che non tiene conto della pesante situazione di stress del personale come pure non permette di ascoltare e dialogare abbastanza con gli ospiti;

2. migliorare la dotazione di personale infermieristico nei reparti cure acute transitorie (CAT) e Alzheimer;

3. calcolare i capireparto come personale amministrativo e non come personale curante;

4. coprire le assenze per gravidanza, malattia e infortunio del personale;

5. permettere di attuare la conciliazione famiglia-lavoro per le numerosissime donne attive: tramite il riconoscimento dei congedi pagati per la cura di figli e genitori ammalati, come pure maggiori congedi pagati per maternità e paternità;

6. prevedere il pensionamento anticipato in tutte le case anziani e, dove non esiste, introdurre 2 settimane di congedo pagato supplementare all’anno per il personale a partire da 58 anni;

7. introdurre una percentuale del 10% di congedo pagato per le ore effettuate durante i turni giornalieri spezzati e limitare i turni giornalieri spezzati al 40% dei turni effettuati in una settimana;

8. prevedere un’indennità aggiuntiva di disagio di 5 fr./orari per le notti, in modo da invogliare i giovani ad effettuare il lavoro notturno e da sgravare il personale anziano da questi turni pesanti;

9. mantenere per il personale 2 giorni di libero consecutivi in sabato/domenica in ragione di almeno una volta ogni 3 settimane.

Il Consiglio di Stato ha promesso una risposta alla mozione nelle prossime settimane. Chiaramente non bastano i finanziamenti tampone garantiti dallo Stato alle case anziani per coprire i costi extra legati alla pandemia (quarantene, costi per le misure di igiene, ecc.) e le mancate entrate (letti non utilizzabili).

Il disagio nelle case anziani è fortissimo anche per la campagna scandalistica in atto in molti media, orchestrata da parte di politicanti in cerca di effimera gloria, che strumentalizzano ogni errore, vero o presunto, per discreditare tutto il settore. Il rischio dello scandalismo attorno alle case anziani è che alla fine sempre meno giovani saranno attirati da questo lavoro, con buona pace dell’ambizione di assumere personale indigeno.

Lo scorso 26 ottobre il Comitato del personale case anziani VPOD ha preso atto positivamente del lavoro in atto per l’estensione del contratto collettivo di lavoro agli enti non firmatari e del progetto di un fondo di prepensionamento a 62/63 anni nelle case anziani e nelle istituzioni sociali. Per contro ha rilevato negativamente che la trattativa sugli stipendi è sempre ferma al palo (con l’eccezione della Città di Lugano, che ha appena introdotto consistenti rivalutazioni delle carriere salariali per il suo personale sociosanitario). Infine il Comitato auspica che Cantone e Comuni si attivino senza tardare ancora per aprire i cordoni della borsa, portando l’indispensabile ossigeno al personale delle case anziani e alla qualità della presa a carico degli ospiti.

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