L'amore ai tempi del Covid-19

Da: Alice Sabatini, pensionata VPOD Ticino

Con questo titolo ho voluto parafrasare quello del famoso romanzo di Gabriel Garcia Marquez, perché le caratteristiche del suo protagonista assomigliano molto a quelle che la Butega de la Val di Pianezzo ha confermato di avere anche nel periodo che, speriamo, ci siamo lasciati definitivamente alle spalle. Perseveranza nel voler rimanere al servizio della popolazione, introducendo prontamente tutte le misure auspicate dalle direttive cantonali e garantendo dunque la sicurezza dei clienti. Amore perché molti di noi hanno vissuto la disponibilità, la gentilezza e il carico di lavoro maggiorato che si sono assunte le persone rimaste a lavorare in bottega, sia davanti che dietro le quinte, come un gesto di affetto non scontato nei loro confronti.

Durante quello che ormai ci siamo abituati a definire in inglese “lock-down”, la bottega, gestita dalla Fondazione Diamante nel nostro piccolo villaggio montano di 600 abitanti, è stata un punto di riferimento per tutti. Anche per molti che in precedenza optavano per fare i propri acquisti nei grandi magazzini del piano e che in tempo di Covid hanno avuto modo di scoprirne i vantaggi. Pane fresco tutti i giorni, scaffali ripieni dei beni di consumo essenziali, piccole attenzioni per le esigenze individuali dei clienti che solo una conoscenza ravvicinata permette, sorrisi incoraggianti per chi faticava talvolta a rimanere chiuso in casa per molto tempo da solo. Il tutto a chilometro zero. Anche chi non poteva recarsi in bottega riceveva la spesa sulla porta di casa, direttamente dal personale o da alcuni giovani del paese, che si erano attivati come volontari.

Non ne ho scoperto le qualità e i vantaggi soltanto ora. Ammetto però che nel periodo di pandemia mi sono sentita privilegiata e ho sviluppato una nuova consapevolezza della fortuna che abbiamo nel disporre ancora in valle di un negozio sotto casa. Trovarmi a pochi passi da un luogo che contribuiva a combattere l’inconscia paura di tutti noi di rimanere senza viveri e non dover scendere sul Piano (dove le notizie giornaliere poco rassicuranti e ti mettevano in allerta), mi ha permesso di vivere questa insolita e imprevista esperienza, sentendomi più sicura e tranquilla.

Ma il valore aggiunto forse più notevole è stato quello del suo ruolo socializzante. Ci ho sempre creduto, ma mai come in questi mesi questa parola ha assunto tutto il suo significato intrinseco. Scambiare quattro parole ed un sorriso con persone conosciute ha costituito per molte persone l’unico momento di condivisione in giornate e settimane assai solitarie.

Con questa mia breve testimonianza desidero pertanto ringraziare la Fondazione Diamante, che in questa occasione è stata per me (e sicuramente per molti altri anziani del paese) un VERO DIAMANTE! La mia speranza è che la fedeltà di molti clienti non venga meno, ora che tutto sembra essere tornato alla normalità, affinché questo luogo di acquisti ma anche d’incontro possa sopravvivere.

A tutto il personale che nel periodo della pandemia ha lavorato sodo per noi giunga un grande GRAZIE!

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