Il settore sociosanitario nella crisi del Covid-19

Da: Fausto Calabretta e Stefano Testa, sindacalisti VPOD Ticino

Nel settore sociosanitario ticinese il Sindacato VPOD è a disposizione del personale per le criticità, che si creano in questo momento. Il personale sociosanitario deve attenersi alle direttive del medico cantonale: https://www4.ti.ch/dss/dsp/covid19/ direttive/ospedali-e-strutture- socio-sanitarie/

Il focus primario del Sindacato è quello di salvaguardare la salute di pazienti/ospiti/utenti e personale, ma anche di garantire le entrate economiche dei dipendenti. Quando si tornerà alla normalità il Sindacato e i datori di lavoro potranno negoziare e/o far decidere dalle istanze preposte i problemi e le situazioni particolari maturate nell’attuale “stato di necessità”.

Molti dipendenti del settore sociosanitario hanno responsabilità familiari e per alcuni la situazione è veramente difficile. Negli scambi giornalieri avuti con le Direzioni e gli uffici delle Risorse Umane emerge con chiarezza l’elogio corale per lo spirito di abnegazione, la solidarietà e la professionalità che le collaboratrici ed i collaboratori stanno dimostrando in questo momento.

Ente ospedaliero cantonale (EOC)
L’EOC ha dovuto riorganizzare in modo drastico il lavoro vista la grave emergenza, introducendo i turni di 12 ore e aumenti di percentuale lavorativa, annullando le vacanze programmate, richiedendo alle autorità deroghe al rispetto della legge sul la- voro e richiamando personale infermieristico dalla pensione.

Per il personale con responsabilità familiari l’EOC ha aggiornato la piattaforma conciliabilità lavoro-famiglia con alcuni suggerimenti favorevoli al personale.

I dipendenti che hanno annullato le loro vacanze su richiesta dell’EOC possono rivolgersi alla propria assicurazione, inviando la lettera d’annullamento dell’EOC; in caso l’assicurazione non rimborsi le spese i costi saranno assunti dall’EOC.

Pure eccezionale è la richiesta dell’EOC ai frontalieri con professionalità specifiche (infermieri, tecnici, medici, ecc.) di garantire la permanenza in Ticino per tutto il mese di aprile tramite la firma di un accordo (prorogabile di altri due mesi): l’accordo riconosce al frontaliere vitto, alloggio ed eventuali cure mediche gratuite, come pure otto indennità giornaliere al mese per compensare i giorni non lavorativi di permanenza in Svizzera. Per comprovati motivi familiari il dipendente in accordo con il responsabile delle risorse umane di riferimento può rientrare in Italia senza incorrere nell’annullamento dell’accordo (per i giorni di rientro non viene indennizzato): l’EOC non riconoscerà tuttavia rientri decisi unilateralmente e giustificati a posteriori.

Cliniche
La gestione delle attività è in parte all’insegna del calo, in parte della continuità. Fa eccezione il blocco A della Clinica Luganese SA di Moncucco, che come da strategia pianificata con lo Stato Maggiore Cantonale di Condotta da lunedì 16 marzo accoglie pazienti COVID-19 in 5 reparti di degenza e 2 unità di terapia intensiva appositamente strutturati (nel blocco B continuano alcune attività ambulatoriali e la cura dei pazienti oncologici): per il personale sono state adottate disposizioni simili a quelle dell’EOC.

Case anziani, centri diurni e servizi di assistenza e cura a domicilio Mentre nei centri diurni l’attività è in gran parte interrotta, nelle case anziani e nei servizi di assistenza e cura a domicilio essa prosegue seguendo le direttive del Medico cantonale, che prevedono per il personale l’obbligo di restare a casa qualora compaiano dei sintomi influenzali: ciò ovviamente mette sotto pressione chi rimane in servizio e crea difficoltà nella pianificazione del lavoro.

Asili nido e istituzioni sociali
Negli asili nido l’attività è notevolmente ridotta: essa si limita ad accudire ai bambini di genitori che sono impegnati in attività necessarie. Nelle istituzioni sociali l’attività è a geometria variabile e viene strutturata in base ai rischi e alle necessità. Alcune strutture hanno fatto richiesta dell’indennità per lavoro ridotto e altre hanno spostato il personale dai settori chiusi a quelli aperti.

Centro sanitario Bregaglia
L’ospedale bregagliotto ha predisposto 4 letti acuti per il COVID-19, mentre i casi complessi saranno affidati a strutture grigionesi più attrezzate. Per i frontalieri sono previsti accordi straordinari simili a quelli vigenti presso EOC e Clinica Moncucco.

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