Formazione continua per docenti: un’opportunità!

Da: Adriano Merlini, presidente Comitato docenti VPOD

Osservazioni del Sindacato VPOD in merito alla consultazione sulla pianificazione quadriennale della formazione continua (2020-2024) indetta dal Dipartimento Educazione Cultura e Sport.

Il comitato docenti VPOD ha preso visione del documento in questione e non ha osservazioni particolari in proposito.

I docenti del Sindacato VPOD approfittano della consultazione per ribadire o evidenziare alcuni aspetti in merito al tema della formazione continua che sono emersi in particolare all’inizio dell’anno scolastico in corso con lo scadere del primo quadriennio (2015-2019) sottostante alla Legge sulla formazione continua dei docenti (LDCD) e al relativo Regolamento di applicazione.

Il Sindacato docenti VPOD ritiene che Legge e Regolamento siano positivi, in quanto riconoscono ed evidenziano l’importanza dell’autoaggiornamento per i docenti, andando a quantificare solo il quantificabile e garantendo la pluralità di scelta. La professionalità del docente è dunque riconosciuta e sono forniti i mezzi per assolvere il proprio diritto/dovere. Questo risultato è sicuramente frutto della stretta collaborazione tra il Dipartimento e i sindacati dei docenti VPOD e OCST sin dalle primissime fasi di lavoro sul tema.

Col fine di proseguire con questa fattiva collaborazione, segnaliamo quanto segue.

  1. È positiva e va mantenuta anche in futuro la possibilità di recupero di corsi mediante la concessione di un anno supplementare nel caso in cui il docente non sia stato in grado di assolvere al quantitativo minimo di 8 giornate richieste nel quadriennio.
  2. Va ribadito, in modo particolare ai direttori degli istituti scolastici, che la documentazione (art. 4 cpv. 3 LFCD) da parte del docente delle attività di formazione continua è essenzialmente un’autocertificazione sintetica a fini amministrativi. Questo risponde anche alle voci critiche (anche di Collegi dei docenti), che si sono levate in occasione della richiesta di stesura del primo rapporto di fine quadriennio: la redazione di tale rapporto non deve essere dispendiosa in termini di tempo, né avere la pretesa di riportare in modo estensivo i contenuti della formazione continua svolta dagli insegnanti. Il regolamento prevede che il funzionario dirigente possa convocare il docente per un colloquio chiarificatore in grado di approfondire i contenuti del rapporto sintetico. Sarebbe dunque utile esplicitare bene questi aspetti nelle indicazioni per la compilazione dei campi che si trovano allegate all’apposito formulario;
  3. Non va ostacolata finanziariamente la frequenza di corsi di formazione continua riconosciuta con pernottamento fuori cantone o nazione: siamo contrari a una diminuzione dei rimborsi, se non in casi eccezionali e garantendo comunque la parità di trattamento a tutti i docenti che fanno capo alle attività in questione. Le sezioni valutino la pertinenza della formazione continua scelta dal docente e qualora la ritenessero meritevole, applichino i rimborsi come da regolamento;
  4. Non va negata la possibilità ai docenti di seguire attività di formazione continua, adducendo la motivazione di non riuscire a reperire supplenti. Occorre rammentare a tutti i direttori degli istituti la possibilità di ricorrere a docenti attivi in sede (o altre sedi) per coprire le ore-lezione che cadono a causa dell’assenza per formazione di un insegnante: tuttavia in questo l’assenso del supplente è necessario e va garantita la sua retribuzione. È quindi esclusa la possibilità di ricorrere alle “ore di picchetto” dei docenti della sede per supplire un collega in formazione continua obbligatoria.
  5. È indispensabile ridurre al minimo i corsi obbligatori organizzati dalle Divisioni e dalle loro Sezioni e vegliare sull’effettiva qualità dei medesimi interpellando in forma anonima i partecipanti.
  6. È da concretizzare finalmente la tessera docente ticinese. La formazione continua propria della professione fa dei docenti dei grandi consumatori di cultura in molteplici forme. La tessera professionale docente consente loro di accedere alle riduzioni di prezzo per la categoria, molto diffuse all’estero.
  7. È tempo di riattivare il Congedo di formazione e ricerca per i docenti (Titolo III LFCD) e di istituire l’apposita commissione.
  8. Occorre riconoscere ai docenti che ne fanno domanda un quantitativo variabile da 1 a 3 giorni di formazione continua computabili nel quantitativo minimo richiesto per il quadriennio 2020-24: si tratta della formazione acquisita per effettuare l’insegnamento a distanza nella fase di emergenza causata dalla pandemia di Coronavirus. È un riconoscimento tangibile del grande sforzo che i docenti hanno compiuto nell’apprendimento generalizzato delle piattaforme moodle e teams.

Certi della vostra attenzione e ringraziandovi per il lavoro svolto vi salutiamo cordialmente.

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