Il Sindacato VPOD docenti esige una svolta radicale!

Da: Adriano Merlini, presidente VPOD docenti Ticino

Il Sindacato VPOD docenti Ticino esige una svolta radicale nella politica scolastica in Ticino. E si oppone al taglio del 20% delle pensioni! Occorre che il Governo e il Parlamento affrontino finalmente i nodi irrisolti sul tappeto, migliorando gli strumentia disposizione dei docenti per fare una buona scuola. Inoltre, il Sindacato VPOD docenti rivendica il diritto ad una pensione dignitosa.

Per il Sindacato VPOD docenti è fondamentale mettere a disposizione dei docenti di scuola dell’infanzia, di scuola elementare e di scuola media le necessarie risorse e il tempo indispensabile per insegnare meglio: grazie alla riduzione degli allievi per classe, grazie ad un maggior numero di docenti di appoggio per gestire situazioni difficili, grazie alla possibilità di innovare e di collaborare meglio tra docenti, grazie ad un maggior riconoscimento degli oneri svolti dai docenti di classe nella scuola media. Nelle scuole medie superiori il Sinda- cato VPOD docenti sottolinea l’esigenza di trovare una soluzione concordata sul nuovo piano lezioni,che è stato oggetto di numerose critiche negli scorsi mesi: il Sindacato chiede la pubblicazione dell’esito della consultazione sul progetto presentato dal Dipartimento educazione cultura e sport e l’apertura di un tavolo di discussione.

Nelle scuole professionali il Sindacato VPOD chiede che si proceda a nominare i numerosi docenti attivi da anni e che la partecipazione dei docenti alla gestione delle scuole venga migliorata, rimuovendo le sacche di autoritarismo esistenti in alcuni ambiti. Il Sindacato VPOD auspica inoltre l’inserimento dei docenti di lingua e integrazione cantonali nelle équipes del servizio di sostegno pedagogico ed il miglioramento del Regolamentosui corsi di lingua e integrazione, in modo da rispondere meglio ai bisogni degli allievi alloglotti.

In termini generali il Sindacato VPOD rivendica anche una valorizzazione del ruolo delle donne e l’adozione di misure per la conciliazione famiglia- lavoro nella scuola.

No al taglio delle pensioni

Infine, il Sindacato VPOD chiede alla politica di rispettare i diritti pensioni- stici dei docenti e degli impiegati,procedendo al riconoscimento dei costi effettivi delle garanzie accordate per legge agli assicurati dell’Istituto di previdenza del Canton Ticino (IPCT) che avevano più di 50 anni al momento in cui si decise il cambiamento del sistema pensionistico (in vigore dal 1.1.2013). Oggi risulta che i costi effettivi di tali garanzie sono stati sottostimati da parte delle autorità cantonali (si parla di un deficit di capitalizzazione di 500 mio. Fr), cosa di cui non hanno certo colpa i docenti e gli impiegati.

Tali costi non devono e non possono assolutamente ricadere sui dipen- denti che non hanno beneficiato di questa garanzia (tutti i dipendenti che al 1.1.13 avevano meno di 50 anni) e che hanno già subito un forte peg- gioramento delle rendite: senza un ri- conoscimento di questo debito da parte dello Stato nei confronti del- l’IPCT, per loro si prospetta infattiun’ulteriore massiccia riduzione (fino al 20%) delle prestazioni pensionisti- che. Il Sindacato VPOD docenti fa ap- pello a tutte le categorie di dipendenti affiliati all’IPCT affinché inizi una mobilitazione unitaria a di- fesa del salario attuale e del salario differito, che il dipendente riceverà sotto forma di rendita al momento del pensionamento.

La lotta dovrà essere condotta con tutti i mezzi, se necessario anche con uno sciopero.

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