La VPOD aiuta: Salvate le ore supplementari, ma...

Il Sindacato VPOD ha chiesto al Consiglio di Stato di rivedere la discriminazione contenuta nelle disposizioni interne per la timbratura delle ore, che portano alla cancellazione delle ore supplementari in eccedenza al 31 marzo, anche se sono state svolte da dipendenti ammalate-i e/o in gravidanza, i quali non hanno avuto la possibilità di recuperarle.

Il Consiglio di Stato ha delegato alla Sezione risorse umane la questione di prevedere eccezioni alle disposizioni interne, che ha fornito al Sindacato VPOD una risposta che lascia di stucco: “Non ci sembra necessario procedere ad una modifica delle disposizioni in quanto il caso evidenziato è finora l’unico a noi segnalato”. La Sezione risorse umane decide però, “dopo attenta analisi della situazione” di riconoscere “eccezionalmente” alla neomamma le 22 ore in eccedenza rispetto alle 50 ore massime consentite dalle disposizioni. La SRU lo fa dopo che il Sindacato VPOD ha scomodato il Governo: prima la SRU aveva risposto di no alla dipendente. E quante altre volte avrà risposto di no a dipendenti che non si sono rivolte al Sindacato?

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