Il Consiglio di Stato intende smetterla di scherzare con il fuoco?

Da: Raoul Ghisletta, granconsigliere PS

Interrogazione al Consiglio di Stato in ambito sicurezza degli inquilini e utenti in caso di incendi in edifici in Ticino. Perché nel nostro Cantone vige una situazione così insoddisfacente riguardo alla prevenzione incendi?

Premessa
Sul tema richiamo due miei precedenti atti parlamentari volti a sensibilizzare il Governo cantonale in merito alla prevenzione degli incendi e a fare un salto di qualità nella sicurezza antincendio:

  1. iniziativa parlamentare generica n. 668 per una Legge sull'Istituto cantonale per l'assicurazione contro gli incendi e gli eventi naturali (ICA) del 21 gennaio 2019: l’iniziativa, inevasa, consentirebbe la creazione di un organo forte che favorisce in particolare la prevenzione contro gli incendi, sul modello del Canton Vaud;
  2. interrogazione 20.19 dell’8 febbraio 2019 “Liceo di Mendrisio e sicurezza di allievi/docenti in caso di incendio”: la risposta del Governo ammette che “non vi è una verifica generalizzata su tutti gli edifici scolastici”dell’applicazione effettiva delle norme di sicurezza antincendio da parte di un ufficio cantonale. Ora, se nemmeno lo Stato effettua controllo periodico sui propri edifici, chissà cosa può succedere in altri ambiti.

Segnalo pure che ho inoltrato un’interrogazione, ancora senza risposta, a livello di Città di Lugano sul tema: si tratta dell’interrogazione 1012 del 15/02/2019" La sicurezza antincendio concerne tutti e va applicata: a che punto siamo a Lugano?"(I consiglieri comunali dovrebbe a mio parere interrogare tutti i Municipi per verificare il lavoro svolto in questo delicato ambito).

Principi da rispettare in materia di sicurezza antincendio
I principi da rispettare sono quelli dettati dall’Associazione degli istituti cantonali di assicurazione antincendio (AICAA) nel documento “Prevenzione incendi e protezione antincendio organizzativa, 14.12.17”.

Principi
(…) 2) I proprietari e gli utenti di costruzioni e impianti provvedono con responsabilità propria a garantire la sicurezza delle persone, degli animali e dei beni immobili. In particolare, essi devono tenere sempre libere le vie di fuga e di soccorso, controllare l'efficienza degli impianti di rivelazione d'incendio, dei dispositivi per la lotta antincendio e di comando antincendio, istruire il personale e dare disposizioni per l'allarme ai pompieri e per il comportamento in caso d'incendio.

3) I proprietari e gli utenti di costruzioni ed impianti sono responsabili che le installazioni per la protezione antincendio edile, tecnica e difensiva nonché gli impianti tecnici interni siano mantenuti in buono stato, come previsto dalla normativa, e sempre funzionanti.

Generalità
1. La prevenzione antincendio deve essere garantita in particolare mediante misure organizzative quali: a) agibilità delle vie di fuga e di soccorso; b) ordine ineccepibile e conforme ai requisiti antincendio; c) esecuzione di controlli aziendali periodici; d) eliminazione dei difetti.

2. I proprietari e gli utenti di costruzioni ed impianti devono adottare a livello organizzativo ed a livello di personale le necessarie misure atte a garantire la sicurezza antincendio. (…)

Nuova legge cantonale in preparazione
Nel Rendiconto del Consiglio di Stato 2018 si annuncia l’elaborazione di nuove norme. L’informazione non si trova tuttavia nel rendiconto del competente Dipartimento delle finanze, che inquadra l’Ufficio cantonale della difesa contro gli incendi (ufficio totalmente ignorato dal rendiconto!), ma bensì in quello del Dipartimento del territorio, sotto l’Ufficio delle domande di costruzione (pag. 179): Per quanto attiene alla “Polizia del fuoco”, si è conclusa, in collaborazione con la CCPA, l’elaborazione della nuova Legge sulla protezione antincendio e del relativo regolamento, in sostituzione agli attuali articoli della Legge edilizia.”
C’è da temere purtroppo che si tratterà di un lifting formale poco incisivo, che prolungherà una situazione insoddisfacente esistente da anni in Ticino.

Situazione insoddisfacente nella prevenzione incendi in Ticino
La situazione insoddisfacente finalmente è stata denunciata pubblicamente da LaRegione, che in data odierna intervista l’ingegner Daniel Conti, membro del Comitato Associazione dei tecnici riconosciuti antincendio (Atra), il quale rileva la mancanza d’informazione e la resistenza di parte dei proprietari di immobili nell’assumere i costi necessari per concretizzare le necessarie misure antincendio. L’ing. Conti indica come esempio concreto il fatto che le vie di fuga per gli inquilini in caso di incendio vengano compromesse dai fumi, e questo a causa dell’assente o inadeguata posa di porte tagliafuoco nei vani scala: viene citato l’incendio recente di Breganzona.

L’Atra nei giorni precedenti ha diramato un comunicato allarmato ed allarmante, di cui riportiamo i seguenti passaggi significativi:

A seguito dell’assemblea dell’Associazione dei Tecnici Riconosciuti Antincendio (ATRA) del 07.06.2019, in occasione della quale sono stati presentati i dati statistici sugli incendi del 2018, l’associazione ha ritenuto opportuno di sensibilizzare l’opinione pubblica e le autorità competenti in relazione alle misure di prevenzione e protezione antincendio. (…) Più in generale ogni anno in tutta la Svizzera, si registrano mediamente 13’500 principi d’incendio (tendenzialmente in calo dal 2004), dei quali ben 660 solo in Ticino (relativamente costanti dal 2004). (…)

In Svizzera la lotta contro gli incendi nell’edilizia passa attraverso le prescrizioni antincendio riconosciute a livello federale che si applicano sia all nuove costruzioni, che a quelle già esistenti. La verifica del rispetto di queste prescrizioni in Ticino è di competenza dei Comuni, i quali concedono l’abitabilità dei nuovi edifici solo alla presenza di un collaudo antincendio rilasciato da un Tecnico Riconosciuto. Purtroppo i fatti di cronaca mettono in evidenza come, in particolare negli edifici più vecchi, non ci sia una sorveglianza attiva sul mantenimento delle misure di prevenzione e protezione antincendio necessarie.”

La sintesi è che la vigilanza dei Comuni sull’applicazione delle misure di sicurezza antincendio in Ticino è insufficiente, salvo lodevoli eccezioni, anche perché i Comuni sono lasciati soli dal Cantone e manca in Ticino un Istituto cantonale per l'assicurazione contro gli incendi e gli eventi naturali, come invece esiste in ben 19 Cantoni. Il disinteresse dei politici e dell’opinione pubblica ticinese sulla problematica della prevenzione degli incendi fa il resto.

Domande
Alla luce dei principi dell’AICAA e della situazione insoddisfacente della prevenzione antincendio in Ticino, denunciata dall’Atra, con la presente interrogazione chiedo al Consiglio di Stato:

1. è cosciente che il lassismo nella verifica delle misure antincendio in Ticino porta ad esporre al rischio di morte e ferimento molti inquilini ed utenti di stabili?

2. Intende attendere che si verifichi un grave evento per dare avvio ad un monitoraggio della prevenzione antincendio e del controllo della sicurezza antincendio, che la legge edilizia (art. 41c) affida ai Municipi?

3. Intende finalmente con la modifica di legge in elaborazione sostenere seriamente i Municipi nell’impegnativo e delicato lavoro di prevenzione antincendio per aumentare la sicurezza dei cittadini, oppure intende continuare a mettere la testa sotto terra, come fanno gli struzzi, rifugiandosi dietro al “principio della sussidarietà”, con un penoso processo di scaricabarile delle responsabilità politiche sui Comuni?

4. Intende trasferire dal Dipartimento delle finanze al Dipartimento del territorio l’Ufficio cantonale della difesa contro gli incendi, per rafforzarlo attraverso la sinergia con gli uffici esistenti nel Dipartimento del territorio, che da decenni operano un egregio monitoraggio dei problemi e dei rischi ambientali/per la salute, effettuando controlli seri?

5. Ha già preso posizione o intende prossimamente prendere posizione sull’iniziativa parlamentare generica n. 668 per una Legge sull'Istituto cantonale per l'assicurazione contro gli incendi e gli eventi naturali (ICA) del 21 gennaio 2019)?

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