Avanti verso la parità anche nella Città di Lugano!

Da: redazione

Il segretario VPOD Raoul Ghisletta ha recentemente presentato una mozione per migliorare la parità di genere nella Città di Lugano: essa vuole incaricare il Consiglio comunale di monitorare annualmente la situazione e pone l’obiettivo di una presenza di almeno il 30% per il genere svantaggiato, da raggiungersi progressivamente al momento del rinnovo dei mandati e in occasione dei nuovi concorsi a livello di funzionari dirigenti dell’amministrazione comunale. nelle commissioni nominate dal Municipio, nei consigli d’amministrazione e tra i dirigenti/quadri degli enti comunali, nei consigli d’amministrazione e tra i dirigenti/quadri di società ad importante partecipazione comunale ed infine nei consigli d’amministrazione e tra i dirigenti/quadri di enti sussidiati in modo importante dalla Città.

Una situazione oggettivamente scandalosa
Le donne presenti in Consigli d’amministrazione (CdA) e di direzione di SA ed enti luganesi sono poche, a parte l’Ente LIS:

  • Ente LAC: 0 donne su 8 nel CdA
  • AIL SA: 1 donna su 7 nel CdA, 0 donne su 9 tra i membri di direzione
  • TPL SA: 1 donna su 9 nel CdA, 0 donne su tra i membri di direzione
  • Ente LIS: 3 donne su 7 nel CdA.

Nell’amministrazione comunale le donne tra i funzionari dirigenti sono poche e la situazione è stagnante: i dati (non pubblicati nei rendiconti comunali) sono stati forniti dal Municipio nella risposta all’interrogazione 1069 “Per la trasparenza dei dati sulla parità dei sessi a Lugano”. Le funzionarie dirigenti (senza scuola e istituti sociali comunali) erano il 10% nel 2010 (5 su 51) e sono il 16% nel 2019 (11 su 70).

Nelle strutture che entreranno a far parte del futuro ente autonomo LIS nessuna donna è mai stata funzionario dirigente nel periodo 2010-19, malgrado le donne rappresentino il 75% dei dipendenti.

Nelle prime tre classi salariali inferiori le donne rappresentano circa il 90-95% dei dipendenti (senza docenti e polizia). Le donne sono assenti nelle 4 classi salariali superiori.

Il Sindacato VPOD in prima linea
La realizzazione della parità di genere è una questione urgente da affrontare per il futuro della nostra società e questo vada perseguito senza pregiudizi ideologici sugli strumenti.

Secondo Christine Flitner, segretaria centrale donne e parità del Sindacato VPOD, le principali misure per aumentare progressivamente (tramite la fissazione di traguardi annuali) la quota di donne tra i dirigenti degli enti pubblici e privati sono:

  • concorsi per posti redatti con un linguaggio epiceno (neutrale dal profilo del genere) e con l’invito alle donne a candidarsi
  • formazione specifica del personale responsabile e verifica regolare sui processi alla base delle assunzioni e delle promozioni
  • formazione specifica dei funzionari dirigenti, livello fondamentale per la gestione del personale e per i colloqui con i collaboratori
  • messa a concorso di posti dirigenti nella forma del job-sharing
  • formazione continua mirata ai bisogni delle donne
  • rafforzamento delle strutture per la presa a carico dei bambini.

Esempi di altre città svizzere
Nel settembre 2012 il Consiglio comunale della Città di Berna ha deciso a larga maggioranza di introdurre la quota femminile del 35% per i funzionari dirigenti dell’amministrazione comunale: gli argomenti dei contrari sono sempre gli stessi da 25 anni (uno svantaggio per gli uomini, un attacco alla libertà di contrarre, un’offesa per le donne capaci, “ci vogliono altre misure”, ecc.) e non vengono messi in campo in altri ambiti, ad esempio quando si parla di quote per le minoranze linguistiche. L’evoluzione recente ha invece dimostrato ovunque come le quote siano uno strumento molto efficace per accrescere la presenza di donne nei gremi direttivi: si tratta di uno strumento che serve anche agli uomini per riflettere sulla conciliazione tra la vita professione e la presa a carico di compiti famigliari (cura dei figli, degli ammalati, degli anziani, dell’economia domestica).
Quote per genere sono applicate nel Canton Basilea Città dal 2014 per quanto riguarda i consigli d’amministrazione di enti/aziende pubbliche (norma approvata in votazione popolare dal 57% della popolazione) e, oltre alla citata Città di Berna (2012), nella Città di Zurigo (2013) per quanto riguarda i funzionari dirigenti dell’amministrazione comunale.