Onorevoli, aprite una trattativa su salari e tempo di lavoro!

Da: Raoul Ghisletta, segretario VPOD Ticino

Il Sindacato VPOD Ticino chiede con forza al Consiglio di Stato l’apertura di un tavolo di discussione per negoziare un aumento salariale del 3% e/o una riduzione dell’orario di lavoro da 42 a 40 ore settimanali, rispettivamente di un’ora di lezione.

In seguito all’incontro tenutosi il 3 ottobre tra il Consiglio di Stato e le organizzazioni del personale il Sindacato VPOD Ticino chiede l’apertura di un tavolo di trattativa politico nelle prossime settimane sui seguenti punti:

1) aumento salariale del 3% per recuperare le importanti perdite salariali subite negli anni passati;

2) riduzione delle ore di lavoro settimanali da 42 a 40 ore per gli impiegati e di 1 ora lezione per i docenti che hanno subito nel 2004 l’aumento dell’onere lavorativo. Nelle ipotesi di impatto finanziario in linea di massima si concorda con la valutazione di un aumento del personale del 5% per i dipendenti che lavorano a turni e per i docenti cantonali. Si ritiene che per le restanti categorie, salvo eccezioni debitamente motivate dai servizi, debba essere fatta un’implementazione a costo zero, sfruttando riorganizzazioni e informatizzazioni del lavoro: tale valutazione spetta al datore di lavoro.

Il Sindacato VPOD attende un tempestivo riscontro da parte del Consiglio di Stato per l’avvio della trattativa. In caso di chiusura della porta il Sindacato VPOD sarà evidentemente libero di cominciare ad effettuare delle azioni sindacali mirate all’avvio di una reale discussione, come ci si aspetta tra partner sociali.

Ricordiamo che l’economia è in pieno sviluppo, la produttività aumenta, le imprese fanno utili e le entrate fiscali aumentano, tanto che l’on. Vitta propone di ridurre le imposte a tutti. Per la prima volta dopo anni i prezzi al consumo saliranno del 1%, ma per effetto dell’indice dei prezzi sceso negli scorsi anni i dipendenti cantonali non vedranno nessun aumento in busta paga nel 2019. E purtroppo come ogni anno aumenteranno i costi per l’assicurazione malattia obbligatoria a carico degli assicurati. In Ticino i premi per l’assicurazione malattia, non calcolati nell’indice dei prezzi al consumo, saliranno del 2,5%: siamo il terzo Cantone in Svizzera per aumento percentuale. A titolo di paragone l’Unione sindacale svizzera chiede un aumento salariale generalizzato di almeno il 2-2,5% su scala nazionale.

Per quanto riguarda il tempo di lavoro ricordiamo che la maggioranza dei Comuni e degli enti sussidiati in Ticino beneficiano già delle 40 ore: è assurdo che il Canton Ticino non abbia ancora introdotto la riduzione dell’orario settimanale da 42 a 40 ore, malgrado le promesse fatte nel 2012 al momento del cambiamento del sistema pensionistico! Questo ritardo crea anche delle distorsioni per categorie presenti presso il Cantone e gli altri datori di lavoro pubblici e sussidiati: vedi polizia, operatori sociali, personale sanitario.

È tempo quindi di agire!

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