Personale da adeguare nel laboratorio cantonale

Da: Gina La Mantia, granconsigliera

Lo scorso 18 giugno il Gran Consiglio ha sostanzialmente accolto la mozione di Raoul Ghisletta e cofirmatari “Per la tutela della salute del consumatore è necessario un potenziamento del Laboratorio cantonale”, risalente al 2011. La mozione era volta a combattere i controproducenti tagli di personale: nonostante l’importanza del tema il Consiglio di Stato non si è mai degnato di presentare un messaggio in merito!

Il Laboratorio cantonale svolge principalmente due tipi di attività a tutela del consumatore e della salute pubblica.

L’attività di ispezione, intesa come verifica dei processi produttivi per cui la base legale, e cioè la nuova legge federale sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso, stabilisce che i controlli debbano avvenire a base del rischio. Sono stabilite quindi le frequenze minime a dipendenza del tipo di azienda (grandezza dell’azienda e del mercato a cui sono destinati i prodotti) e delle derrate prodotte. Per fare un esempio, un’azienda di trasformazione della carne attiva sul mercato internazionale sarà ispezionata più frequentemente di una piccola panetteria di paese.

Poi c’è l’attività analitica, quindi il controllo di qualità dei prodotti che possono essere prelevati durante le ispezioni menzionate prima, o anche nell’ambito di campagne tematiche particolari. L’analisi avviene nella sede del Laboratorio cantonale. Per l’attività analitica la legislazione è in elaborazione, ed è possibile che a breve-medio termine la Confederazione definisca un numero minimo di campioni da analizzare a livello cantonale, p.es. in base al numero di abitanti. Se la Svizzera seguisse l’esempio della Germania, dove si analizzano 5 campioni di derrate alimentari all’anno ogni 1'000 abitanti, il Laboratorio cantonale dovrebbe analizzare ca. 1'750 campioni di derrate all’anno.

Passi avanti compiuti e passi da fare

Grazie a degli accorgimenti di razionalizzazione, esternalizzazione e a collaborazioni con altri laboratori cantonali, e grazie all’aumento di 1.5 unità di personale permanente, varato dal Gran Consiglio con il Preventivo 2018, il fabbisogno di personale per l’attività ispettiva e analitica risulta coperto a corto termine. Ma, al momento della definizione da parte della Confederazione di una frequenza minima delle analisi, così come nel caso in cui non fossero possibili collaborazioni esterne, sarà necessario effettuare un adeguato potenziamento di personale, a tutela dei consumatori e dei produttori ticinesi. Da considerare anche che le esternalizzazioni permettono da una parte una riduzione del personale, ma dall’altra richiedono disponibilità finanziaria per onorare le prestazioni.

Considerata l’importanza per la salute pubblica del Laboratorio cantonale e il fatto che quest’ultimo lavori con il minimo necessario di personale per adempiere agli obblighi di controllo prescritti dalla Confederazione, la Commissione sanitaria e il Parlamento, approvando il mio rapporto sulla mozione, hanno invitato il Consiglio di Stato a monitorare attentamente questi aspetti, ad adeguare tempestivamente il personale e le risorse finanziarie per garantire il suo buon funzionamento, come pure a prescindere dal tempo di attesa di sei mesi necessario per l’assunzione di nuovo personale.

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