Nuove direttive per i nidi dal 2019

Da: Raoul Ghisletta e Massimo Mantovani, sindacalisti VPOD Ticino

Il Dipartimento della Sanità e Socialità (DSS) ha emanato le nuove direttive che migliorano il sussidiamento dei costi riconosciuti ai nidi d’infanzia, ai centri per attività extrascolastiche e alle famiglie diurne: le direttive sono state pubblicate sul “Foglio Ufficiale” 42/2018 del 21 settembre ed entreranno in vigore al 1. gennaio 2019. Il Sindacato VPOD chiede agli asili nido di negoziare un contratto collettivo di lavoro e congela la propria iniziativa popolare “Asili nido di qualità per le famiglie” fino a fine 2019.

Le Direttive del DSS mettono in atto dal 1. gennaio 2019 la riforma fiscale-sociale per quanto riguarda il sostegno alle strutture per la prima infanzia, e questo allo scopo di rafforzare la qualità e la quantità dell’offerta nell’ambito della conciliazione famiglia-lavoro. Il sussidio maggiorato per tali strutture è stimato in 17,4 milioni Fr annui ed è parzialmente vincolato a miglioramenti dei salari e della qualità: questo collegamento parziale tra sussidi e miglioramento del servizio ci impedisce di dare un giudizio definitivo sulla nuova situazione ed il Sindacato VPOD pertanto vuole vedere i dati del primo semestre 2019 prima di ogni decisione sull’iniziativa popolare “Asili nido di qualità per le famiglie”, pendente nella Commissione scolastica del Parlamento ticinese.

Dal 1. ottobre 2018 entrano in vigore maggiori contributi alle famiglie che utilizzano i nidi per un costo annuo di 6,1 milioni. Nel dettaglio esse beneficeranno di un contributo universale di 200 fr mensili, che i nidi scaleranno direttamente dalla loro retta (il contributo è di fr 100 per i micronidi), che ovviamente non potrà essere aumentata. Vi sono poi gli aiuti aggiuntivi per le famiglie che beneficiano di sussidi cassa malati (riduzione del 33% della retta) e per le famiglie che beneficiano di assegni per la prima infanzia (aiuto fino a 800 fr mensili). Ci si avvicina in tal modo ad un finanziamento a carico della famiglia di 1/3 dei costi, come chiesto dalla citata iniziativa popolare VPOD: secondo il DSS il costo medio di un posto in un nido è di 2'400 fr mensili e a carico della famiglia del ceto medio, che non beneficia di sussidi cassa malati e di assegni per la prima infanzia, rimarrano 1'000 fr al massimo (42%).

Il totale dell’impatto finanziario del nuovo sistema è di 24,3 mio. Fr. A fronte di questa indubbia volontà del Cantone di finalmente investire nel settore della prima infanzia, il Sindacato VPOD congela la propria iniziativa “Asili nido di qualità per le famiglie” fino a fine 2019. Questo permetterà di vedere nei fatti se le strutture per la prima infanzia utilizzeranno i 17,4 milioni per migliorare le condizioni del personale e la qualità del servizio.

Nel frattempo il Sindacato VPOD ha chiesto ad ATAN (Associazione ticinese delle strutture di accoglienza per l’infanzia) di aprire le trattative per un Contratto collettivo di settore, che consenta di migliorare dal 2019 le condizioni retributive e normative per tutte le lavoratrici, che attendono da anni questa svolta. Il Sindacato VPOD vuole sradicare anche la piaga degli stage con “retribuzioni” bassissime, che non arrivano neppure a coprire i costi vivi di trasporto e vitto delle lavoratrici. Basta con ogni e qualsiasi tipo di sfruttamento all’interno delle strutture per la prima infanzia! Il Sindacato VPOD ha convocato due assemblee delle operatrici a Bellinzona (8 ottobre) e a Massagno (10 ottobre) per avanzare tutti assieme nella richiesta del Contratto collettivo di lavoro. Le basi finanziarie finalmente ci sono, ora si tratta di agire!

Nuove direttive cantonali

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