Migliori condizioni di lavoro per tutti nei SACD

Da: Comitato SACD VPOD Ticino

Il Comitato VPOD delle operatrici e degli operatori dei Servizi d’assistenza e cura a domicilio (SACD), riunitosi a Rivera in data 8 ottobre, chiede al Consiglio di Stato di predisporre sufficienti risorse per vigilare in maniera sistematica e assidua sulle condizioni di lavoro e sulla qualità dei Servizi a domicilio.

Si tratta in particolare di effettuare maggiori controlli sui servizi che trasformano l’assistenza e le cure a domicilio in una fonte di profitto, aggirando continuamente le leggi esistenti e calpestando i diritti fondamentali e la dignità dei dipendenti. I problemi riscontrati dal Sindacato VPOD sono molteplici: estrema flessibilizzazione con il lavoro su chiamata, con turni frammentati e con contratti senza orari di lavoro fissi; lavoro senza sufficiente riposo giornaliero e senza riposo regolare settimanale; mancato riconoscimento di indennità per il lavoro serale e notturno; mancato riconoscimento delle ore di trasferta del dipendente. Spesso in questi servizi non si tiene in minimo conto la salute e la vita privata dell’operatrice e dell’operatore a domicilio! Non a caso la crescente pressione lavorativa porta un numero sempre maggiore di collaboratori a soffrire di disturbi fisici e di burn out.

Obbligo del CCL per tutti
Il Comitato, oltre a maggiori controlli cantonali, chiede di rendere obbligatorio il contratto collettivo di lavoro per il personale dei Servizi a domicilio privati: e questo per impedire il dumping salariale e delle normative lavorative. Abbiamo bisogno che presso tutti i Servizi a domicilio le operatrici e gli operatori a domicilio possano fornire prestazioni di qualità alla popolazione anziana e ammalata grazie a condizioni di lavoro decenti. Non dimentichiamo che si tratta di un lavoro molto gravoso e delicato anche per la crescente complessità dei casi, per la delicatezza collegata al fatto di lavorare nelle mura domestiche degli utenti e per la complessità delle normative sanitarie.

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