Dove vanno i SACD pubblici e privati?

Da: di Fausto Calabretta, sindacalista VPOD

Il personale dei Servizi di assistenza e cura a domicilio (SACD) confrontato con un lavoro molto gravoso e particolare, sia per la crescente complessità dei casi, sia per la delicatezza collegata al fatto di lavorare nelle mura domestiche degli utenti. Esso merita di avere una certa serenità contrattuale. Invece in Ticino oggi esiste un forte clima di insicurezza in tal senso.

Lo scorso 17 gennaio il Sindacato VPOD ha organizzato una serata informativa aperta a tutti i dipendenti che lavorano nei servizi d’interesse pubblico e nei servizi commerciali. L’incontro è stato ben frequentato e come relatore principale è intervenuto il signor Giovanni Marvin, infermiere cantonale. Presenti diversi dipendenti di servizi pubblici e privati, la serata si è rivelata di particolare interesse per la possibilità di dialogo tra le parti.

I dati fondamentali
Giovanni Marvin ha spiegato le basi legali e le procedure di vigilanza sanitaria applicate dell’Ufficio del medico cantonale. Per poter ricevere l’autorizzazione ad esercitare sia
come spitex, sia come infermieri indipendenti, i requisiti richiesti si basano all’inizio unicamente su criteri organizzativi strutturali e di qualifiche minime del personale. Solamente in seguito, dopo un anno, effettua controlli mirati su requisiti specifici (inventario del materiale tecnico, registro dei controlli del materiale, titoli di studio del personale curante, funzioni speciali, piani di formazione, ecc.), che permettono di stabilire se il servizio o l’infermiere rispetta in pieno quanto richiesto per continuare l’attività. È importante pure che vi sia una chiara missione dello spitex per ottenere l’autorizzazione. Il lavoro dell’Ufficio del medico cantonale è complesso e mantenere un controllo costante sulla qualità e sul rispetto delle regole diventa sempre più arduo. Infatti gli spitex e gli infermieri indipendenti sul territorio sono numerosi e alcuni di loro non hanno alcuna intenzione di rispettare le regole del “gioco”. Questo lo si evince pure dal fatto che vari spitex negli ultimi anni sono stati chiusi da parte dell’Ufficio del medico cantonale. Nel corso della serata le domande e le prese di posizione provenienti dalla sala sono state tante e interessanti. Tra i problemi sollevati si segnala sul territorio la presenza di spitex con sede oltralpe (che sfuggono al controllo canto-nale, almeno in parte), di spitex chiaramente orientati al profitto, di spitex che impiegano figure non qualificate per effettuare determinati compiti, dello scarso controllo delle casse malati sulle fatture gonfiate e sulla fatturazione a carico dell’assicurazione malattia obbligatoria di prestazioni non sanitarie.

Comitato VPOD degli operatori SACD

L’assemblea ha approvato il nuovo comitato VPOD degli operatori SACD, che ha lo scopo di approfondire delle tematiche e definire la linea sindacale.
Ringraziamo tutti coloro che si sono messi a disposizione: Bulloni Doretta, Cassina Alberto, Gervasoni Manna Sonia, Katz Verena, Mantovani Mauro, Meyer Maria Julia, Rovegno Barbara, Valli Alessandro e Venturi Nava Daniela. Contratti collettivi di lavoro Il Sindacato VPOD ha illustrato infine la situazione contrattuale dei SACD pubblici e privati. Dopo il rientro nella comunità contrattuale COSACD da parte di ACD Mendrisio e la firma nel contratto collettivo di SCuDO Lugano da parte del Sindacato VPOD (assente da tre anni), dovremo impegnarci affinché ALVAD firmi nuovamente il CCL COSACD (nel 2017 si è dotata di un pseudo regolamento aziendale molto peggiorativo). Per quanto riguarda i SACD privati c’è ancora tanto da fare per applicare a tutti i servizi il contratto collettivo di lavoro di categoria.

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