Una solidarietà che va oltre il Ticino

Da: USS Ticino

Oggi alla Cancelleria dello Stato, in presenza del presidente del Governo ticinese Manuele Bertoli, le maestranze hanno consegnato 13’451 firme in provenienza da tutta la Svizzera. La petizione “Salviamo occupazione e servizio pubblico sul Lago Maggiore” è stata fatta propria dalla popolazione e dai turisti.

Una messe di consensi al di là delle aspettative. La petizione “Salviamo occupazione e servizio pubblico sul Lago Maggiore” ha raccolto 13'451 firme in poco più di dieci giorni. Un segnale chiaro che traduce la solidarietà espressa dalla popolazione e dai turisti verso i 34 dipendenti NLM licenziati per la fine dell’anno.

Per le maestranze che hanno raccolto le firme, giorno dopo giorno, è stata un’esperienza indubbiamente arricchente: sono state in qualche modo aiutate moralmente ad attraversare la burrascosa situazione occupazionale. “Non mollate”, “forza e coraggio”, “è vergognoso ciò che dovete vivere”, “siamo con voi”, “meritate un futuro sereno”: sono solo alcune delle attestazioni di stima e di vicinanza espresse dalle persone che hanno firmato la petizione. Donne e uomini provenienti da tutta la Svizzera e dall’estero che hanno apprezzato il coraggio e la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici che stanno ancora lottando per il loro futuro occupazionale.

Nella petizione i firmatari chiedono al Cantone Ticino la garanzia della piena occupazione per tutti e il mantenimento delle attuali condizioni salariali e contrattuali, questione tuttora irrisolta. I firmatari chiedono inoltre non solo il miglioramento dell’offerta turistica, ma pure il mantenimento dell’attuale servizio pubblico (anche d’inverno). Le rivendicazioni contenute nella petizione sono quelle portate avanti dalle maestranze fino dal primo giorno di sciopero, domenica 23 giugno.

Maestranze che oggi a Bellinzona hanno consegnato al presidente del Governo Manuele Bertoli il prezioso bottino di firme. Partiti dalla stazione FFS di Bellinzona, i dipendenti NLM hanno raggiunto in corteo Piazza Governo accompagnati dalle loro famiglie e da una folla di sostenitori e di sostenitrici. Un abbraccio popolare che testimonia l’adesione ad una causa centrale per la nostra società: la difesa del lavoro e la difesa del valore del lavoro.

Un segnale che dovrebbe essere colto in tutta la sua forza anche dal futuro consorzio.

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