Le rivendicazioni del Gruppo Polizia

Da: Andrea Pomponio e Joel Scaglia, copresidenti VPOD polizia

Lo scorso 8 novembre si è tenuta l’assemblea del gruppo VPOD polizia, che ha fatto il punto della situazione sul lavoro svolto e sulle rivendicazioni.

La nuova scala stipendi

Il 2017 è caratterizzato dai lavori per l’introduzione della nuova scala stipendi al 1.1.18. Si è potuto discutere in maniera aperta e costruttiva con la controparte, in particolare per quello che riguarda il regolamento delle promozioni della polizia. Come aspetto critico vi è l’inserimento del grado di SgtC e di SgtM nella stessa classe cioè la 7. Per quello che riguarda la Polizia Giudiziaria l’introduzione nella scala della nuova funzione di ispettore principale può essere considerata un giusto riconoscimento delle richieste sindacali. Il Sindacato infine sottoporrà alla speciale commissione paritetica la classificazione della funzione di operatore di centrale.

Il Sindacato VPOD poi sosterrà i colleghi in carriera (sia con avanzamento di classe, sia con aumento annuale) penalizzati dalla modalità di aggancio alla nuova scala degli stipendi. Particolarmente penalizzati sono alcuni colleghi il cui passaggio alla classe superiore (avanzamento), secondo la vecchia legge degli stipendi, comportava un periodo d’attesa di 2 anni. In tutti i casi, la Sezione delle risorse umane ha optato per un aggancio al livello salariale immediatamente superiore della nuova scala stipendi già col 1. gennaio 2018, ciò che causa evidenti perdite per i dipendenti toccati. Affaire à suivre.

Le 40 ore settimanali
Chiediamo al Consiglio di Stato di riaprire la discussione inerente l’introduzione della settimana lavorativa di 40 ore. Con la parificazione delle condizioni di lavoro tra la Polizia cantonale e le Polizie comunali, vengono parificati i salari e le carriere, ma non le ore lavorative settimanali: infatti nella maggior parte dei Comuni l’orario di lavoro settimane è di 40 ore, mentre nella Polizia cantonale è di 42 ore. Se questa differenza non sarà sanata, la Polizia cantonale perderà ulteriormente d’attrattiva, poiché questa differenza equivale ad un minor retribuzione effettiva del 5% circa.

No alla privatizzazione della sicurezza
Il gruppo Polizia VPOD Ticino esprime la propria contrarietà all’ondata di privatizzazioni che colpisce il settore della sicurezza da vari anni. Lo scandalo Argo1 ha fatto emergere la mancanza di professionalità e lo sfruttamento dei lavoratori in un’agenzia di sicurezza privata che ha ottenuto un mandato di sorveglianza dal Cantone. Tuttavia nemmeno questo scandalo sembra scalfire la voglia di privatizzare. Non ci sembra corretto che per risparmiare qualcosina si faccia capo ad agenzie di sicurezza private, le quali praticano sistematicamente il lavoro su chiamata e condizioni di lavoro nettamente inferiori e meno controllabili di quelle vigenti nel settore pubblico. Con ripercussioni ovviamente negative in termini di livello salariale e di sicurezza di reddito per le persone e le famiglie interessate. L’ultimo recente tentativo di privatizzazione riguarda l’emissione di contravvenzioni disciplinari. Il Sindacato Polizia VPOD si opporrà con tutti i mezzi possibili al tentativo fare in modo che gli agenti di agenzie private di sicurezza (impiegati con un mandato delle Polizie comunali) possano comminare sanzioni disciplinari. Ricordiamo che nel 2013 il Sindacato VPOD Ticino si era opposto con successo alla privatizzazione di parte della sorveglianza carceraria grazie al lancio di un referendum.

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