Il valzer di rimborsi di imposte alla fonte

Da: Raoul Ghisletta, segretario VPOD Ticino

Anche i datori di lavoro pubblici e sussidiati dallo Stato possono incorrere in errori nella determinazione dell’imposta alla fonte. Recentemente il Governo ha spiegato nella risposta all’interrogazione 151.17 che l’Ufficio stipendi e assicurazioni ha notificato 81 richieste di recupero di imposte alla fonte per il periodo 2009-2013, a seguito di una verifica dell’Ufficio imposte alla fonte.

Per 40 casi in questione si sono verificate delle imprecisioni nell’attribuzione dell’aliquota fiscale e per altri 41 casi è risultato che al datore di lavoro non sono pervenuti in modo puntuale degli aggiornamenti su cambiamenti della situazione personale da parte di dipendenti assoggettati. La richiesta di rimborso dello Stato pone vari interrogativi, sia nel merito del ricalcolo dell’imposta, sia per il termine di prescrizione, aspetti che il Sindacato VPOD sta esaminando anche con un legale.

Chiaramente il dipendente assoggettato all’imposta alla fonte deve controllare anno dopo anno l’“Attestato-ricevuta” e non fidarsi: egli può chiedere al sindacato di verificare l’attestato annuale e di far correggere gli errori entro la fine di marzo.

Oltre agli 81 dipendenti cantonali, che hanno ricevuto richieste di versare delle importanti somme arretrate, ce ne sono altri che hanno pagato troppe imposte. È il caso di due docenti che sono state tassate troppo nel periodo 2011-2014 e che non sono state oggetto della sopracitata verifica dell’Ufficio imposte alla fonte. Esse si sono rivolte al Sindacato VPOD, che ha potuto ottenere il rimborso delle imposte pagate di troppo, a seguito della rettifica dell’aliquota d’imposta, per il periodo 2012-2014 (mentre il 2011 non è stato ammesso, poiché prescritto secondo il fisco).

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